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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26252/2023 del 16/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la conferma, da parte della Corte d'appello, della sentenza di condanna per furto di energia elettrica aggravato dalla violenza sulle cose commesso dal 14/04/2016 al 05/12/2016. I profili dedotti: (1) violazione di legge e motivazione carente per difetto di elementi che dimostrassero la responsabilità per l'intero periodo contestato, posto che la ricorrente aveva occupato l'immobile solo dalla fine di settembre 2016; (2) mancata applicazione dell'attenuante di cui all'art. 62, n. 4 c.p. in relazione alla modesta entità del danno; (3) erronea applicazione dell'aggravante della violenza sulle cose (art. 625 c.p.) in assenza di manomissione del contatore e di conoscenza dell'allaccio abusivo da parte della ricorrente; (4) applicabilità dell'art. 131-bis (tenuità del fatto); (5) ingiustificato rigetto della sospensione condizionale della pena per motivazione prognostica negativa non congrua rispetto al modesto pregresso penale e all'esiguità del danno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato, in parte, il primo motivo con la conseguenza che i consumi anteriori all'effettiva immissione nella disponibilità dell'immobile non potevano essere automaticamente addebitati alla ricorrente. Tuttavia, accertata la fondatezza parziale del motivo, la Cassazione ha esaminato la prosecuzione dell'azione penale alla luce delle novità normative: il reato di furto di energia elettrica è divenuto procedibile a querela (d.lgs. 10/10/2022, n.150) e, per i reati commessi anteriormente all'entrata in vigore, il termine per la querela decorre dalla data di entrata in vigore se la persona offesa era già a conoscenza del fatto. Dagli atti non risultava alcuna querela presentata entro il termine utile (neppure entro il 30/03/2023), pertanto l'azione penale non poteva proseguire. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio; gli altri motivi sono stati assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 625, primo comma, n. 2, cod. pen.

    Riferito all'aggravante per violenza sulle cose: la Corte evidenzia che l'aggravante richiede conoscenza e partecipazione all'allaccio; l'assenza di segni di manomissione e la breve disponibilità dell'immobile possono incidere sulla configurabilità dell'aggravante

  • art. 59, secondo comma, cod. pen.

    Richiamato in relazione alla valutazione delle circostanze aggravanti/attenuanti in presenza dell'aggravante della violenza sulle cose

  • art. 62, n. 4, cod. pen.

    L'attenuante può essere applicata se il danno è non rilevante; la Corte ha però ritenuto che la quantificazione del danno dipende dalla effettiva durata della responsabilità dell'imputata

  • art. 131-bis, cod. pen.

    Invocato in relazione alla possibile tenuità del fatto; la Corte non è entrata nel merito dopo l'accertamento della causa estintiva derivante dal mancato esercizio dell'azione penale per mancanza di querela

  • art. 129, comma 1, cod. proc. pen.

    Applicato per valutare l'eventuale sussistenza di cause di proscioglimento dopo la parziale fondatezza del motivo di ricorso

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 2, comma 1, lett. i)

    Il reato di furto di energia elettrica è stato classificato tra i reati procedibili a querela della persona offesa; tale qualificazione è determinante per la prosecuzione dell'azione penale per fatti commessi anteriormente

  • d.l. 31 ottobre 2022, n. 162, art. 5-bis (conv. legge 30/12/2022, n.199) e art. 85, comma 1 (d.lgs. n.150/2022)

    Le modifiche disciplinano il termine di presentazione della querela per i reati divenuti procedibili a querela se commessi prima dell'entrata in vigore della norma: la querela doveva essere proposta entro il termine stabilito dalla legge, altrimenti l'azione penale non può proseguire

  • art. 99-bis, d.lgs. n.150/2022

    Individua la data di entrata in vigore rilevante ai fini della decorrenza del termine per la querela

Massime di principio

  • La responsabilità per un reato continuato va valutata in relazione al periodo effettivo in cui l'imputato è stato in grado di influire sul fatto: se l'imputato ha occupato il bene solo in parte del periodo contestato, i consumi antecedenti a tale immissione non possono automaticamente essere attribuiti a lui.
  • La stipula di un contratto di locazione e la mancata voltura dell'utenza possono costituire indizio di conoscenza dell'assenza di fornitura regolare, ma devono essere valutati insieme ad altri elementi convergenti; la breve durata dell'occupazione attenua tale presunzione.
  • A seguito di riforme legislative che mutano la procedibilità del reato (es. da ufficio a querela), è essenziale verificare se la persona offesa abbia presentato querela nei termini previsti: l'assenza della querela può determinare l'estinzione del procedimento anche se la responsabilità sostanziale era provata.
  • L'aggravante della violenza sulle cose richiede elementi che dimostrino la manomissione o l'intervento sulla cosa; la semplice fruizione dell'energia tramite un allaccio abusivo non dimostra automaticamente conoscenza o partecipazione all'allaccio originario.
  • Per ottenere attenuanti o la qualificazione della condotta come particolarmente tenue è necessario fornire prove precise sulla limitata entità del danno e sulla scarsa offensività del comportamento (es. brevità della condotta, somma modesta), poiché la quantificazione del danno influisce sull'applicazione delle circostanze.
  • Nel valutare la concessione della sospensione condizionale della pena, il giudice deve motivare il giudizio prognostico con riferimento ai precedenti penali, alla personalità e all'esiguità del danno; precedenti penali molto limitati e sanzioni pecuniarie possono rendere il giudizio più favorevole alla concessione.

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