Cassazione Penale, Sentenza n. 28618/2025 del 05/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in due motivi: (1) censura per violazione di legge e vizio di motivazione nella qualificazione di Vito Manfredi come amministratore di fatto della fallita Good Food S.r.l., sostenendo che l'amministratore di diritto fosse Improta e che Manfredi avesse solo un ruolo gestionale locale; (2) censura circa la qualificazione della condotta come bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, da riqualificare eventualmente in bancarotta preferenziale, con contestazione dell'attendibilità del bilancio come prova della sottrazione dei beni e deduzione che la cessione del ramo d'azienda non fosse di per sé atto distrattivo se corrisposto un prezzo congruo.
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso ritenendolo complessivamente infondato. Sul primo motivo ha confermato la valutazione di merito che attribuisce a Manfredi la qualità di amministratore di fatto, rilevando elementi sintomatici (rapporti con dipendenti, assunzioni da lui effettuate, continuità del controllo anche tramite cessione e riconducibilità gestionale) e dichiarando insindacabile in sede di legittimità la valutazione di fatto correttamente motivata. Sul secondo motivo ha dichiarato in parte inedita la censura relativa all'inaffidabilità del bilancio (non dedotta in appello) e, comunque, ha ritenuto provata la distrazione patrimoniale: il valore dell'attivo in bilancio, l'assenza fisica dei beni rinvenuti dalla curatela e la mancata indicazione da parte dell'amministratore della destinazione dei beni hanno fatto ritenere la sottrazione; la cessione del ramo d'azienda è stata valutata come elemento indiziario della fraudolenza poiché ha determinato lo "svuotamento" della fallenda e non garantiva il soddisfacimento del ceto creditorio; il pagamento a una sola creditrice non esclude la bancarotta fraudolenta e, al più, avrebbe potuto integrare una ipotesi ulteriore di bancarotta preferenziale, non contestata.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limita l'enunciazione dei motivi di ricorso ai necessari elementi per la motivazione; richiamata per verificare la corretta esposizione dei motivi
Richiamato nel testo per segnalare il trattamento del ricorso senza intervento delle parti, alla luce delle modifiche procedurali
Richiamato come intervento normativo che ha modificato l'art. 611 c.p.p. e la relativa procedura
Richiamato per precisare che l'esercizio di poteri di fatto non richiede esclusività rispetto ad altri soggetti: più persone possono esercitare funzioni tipiche dell'amministratore in modo continuativo e significativo
Citato nel quadro della tutela del ceto creditorio: la responsabilità patrimoniale è riferita all'intero patrimonio del debitore e alla necessità di preservare l'integrità del patrimonio a garanzia dei creditori
Massime di principio
- Per riconoscere la qualifica di "amministratore di fatto" è necessario riscontrare elementi sintomatici di inserimento organico e funzioni direttive (rapporti con dipendenti, fornitori, assunzioni, gestione continuativa di rami aziendali); si tratta di valutazione di fatto insindacabile in cassazione se adeguatamente motivata.
- La prova della distrazione patrimoniale può essere desunta anche dal bilancio societario quando questo risulti intrinsecamente attendibile e dai riscontri probatori (es. mancato rinvenimento dei beni da parte della curatela); obiezioni sulla attendibilità del bilancio devono essere sollevate in appello per essere valutate in sede di legittimità.
- È onere dell'amministratore fornire spiegazioni specifiche sulla destinazione dei beni indicati in bilancio; la mancata indicazione o giustificazione rende plausibile la ricostruzione della distrazione/occultamento.
- La cessione di un ramo d'azienda non è in astratto illecita, ma se effettuata in un momento di decozione e tale da impedire il regolare perseguimento dell'oggetto sociale e la soddisfazione del ceto creditorio può integrare bancarotta fraudolenta patrimoniale, anche se il prezzo apparisse congruo.
- Il pagamento preferenziale a un creditore non esclude necessariamente la sussistenza di una distrazione fraudolenta nei confronti degli altri creditori; la condotta può integrare una pluralità di profili di reato sovrapposti (distrazione e, eventualmente, preferenza).
- In cassazione non è ammessa la proposizione di vizi di motivazione riferibili a elementi fattuali richiamabili ma non già dedotti in appello; questioni nuove sul punto probatorio possono essere dichiarate inedite e non esaminate.
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