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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28671/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ravvisando profili di colpa nell'evidente inammissibilità dell'impugnazione, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli che, in parziale riforma della decisione di primo grado, aveva rideterminato in senso più favorevole il trattamento sanzionatorio, confermando però la responsabilità per il tentativo di furto in abitazione in concorso. L'unico motivo deduceva violazione di legge penale e vizio di motivazione per mancata applicazione della causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo in sostanza che la condotta fosse di scarsa offensività. La Corte di cassazione ha rilevato che il motivo era generico e non confrontava la ratio decidendi della sentenza impugnata, la quale aveva escluso la particolare tenuità valorizzando le specifiche modalità del fatto e l'offensività della condotta.

Norme richiamate

  • artt. 56, 110, 624-bis c.p.

    Disposizione incriminatrice per il tentativo di furto in abitazione commesso in concorso di persone; la condanna di merito è stata confermata quanto alla responsabilità, con sola riduzione del trattamento sanzionatorio.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata ritenuta non applicabile in ragione delle specifiche modalità della condotta e della sua offensività.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso conseguono la condanna alle spese processuali e, in presenza di colpa nell'impugnazione, il versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

  • Corte cost., sent. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata quale base del principio secondo cui la sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende presuppone profili di colpa nella proposizione dell'impugnazione inammissibile.

  • Sez. 1, n. 30247 del 26/01/2016, Failla, Rv. 267585 - 01

    Richiamata a sostegno dell'applicazione della sanzione pecuniaria nei casi di evidente inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione deve essere specifico e confrontarsi con la motivazione della decisione impugnata; la censura è inidonea se si limita ad allegazioni generiche senza misurarsi con la ratio decidendi.
  • La particolare tenuità del fatto non può essere invocata utilmente in cassazione se la sentenza impugnata ha già escluso la causa di non punibilità valorizzando le modalità concrete della condotta e la sua offensività, e il ricorso non confuta tali argomentazioni.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, ove ravvisabile colpa nell'impugnazione, il versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
  • Quando la Corte di merito ha ridotto la pena ma confermato la responsabilità, il giudizio di legittimità può restare circoscritto ai soli profili oggetto di censura, senza mettere in discussione l'accertamento di colpevolezza non specificamente impugnato.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàFurtoImpugnazioni
RamiParte generaleDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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