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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33385/2026 del 11/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (non_determinabile)

La controversia

L'imputato era stato condannato dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per il reato di rapina, commesso il 1° luglio 2023, e la Corte di appello di Napoli aveva confermato la pronuncia il 25 marzo 2026. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione personalmente, deducendo violazione di legge e vizi di motivazione ai sensi dell'art. 606, comma 1, lettere c) ed e), c.p.p., in relazione all'art. 129 c.p.p. La Corte ha rilevato preliminarmente che il ricorso per cassazione, compreso il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p., non può essere proposto personalmente dalla parte: dopo la modifica dell'art. 613 c.p.p. ad opera della legge n. 103 del 2017, esso deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell'albo speciale della Corte di cassazione.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con procedura de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p., poiché sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un difensore iscritto nell'albo speciale della Corte di cassazione. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p. La responsabilità penale per rapina, già affermata nei precedenti gradi, non è stata esaminata nel merito dalla Corte di cassazione.

Norme richiamate

  • art. 628 c.p.

    Norma incriminatrice della rapina, reato per il quale l'imputato era stato condannato nei precedenti gradi di giudizio.

  • art. 606, comma 1, lett. c) ed e), c.p.p.

    Disposizione richiamata dal ricorrente per dedurre violazione di legge e vizi di motivazione.

  • art. 129 c.p.p.

    Norma richiamata dal ricorrente nel dedurre la necessità di una pronuncia liberatoria.

  • art. 613 c.p.p.

    La disposizione, come modificata dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, impone che il ricorso per cassazione sia sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell'albo speciale della Corte di cassazione; la parte non può proporlo personalmente.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    Consente la dichiarazione di inammissibilità del ricorso con procedura de plano.

  • art. 616 c.p.p.

    Fondamento della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • art. 625-bis c.p.p.

    Il principio sulla necessaria sottoscrizione del difensore abilitato è stato ritenuto applicabile anche al ricorso straordinario.

  • legge 23 giugno 2017, n. 103

    Ha modificato l'art. 613 c.p.p., prevedendo la necessaria sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto nell'albo speciale della Corte di cassazione.

Massime di principio

  • A seguito della modifica dell'art. 613 c.p.p. introdotta dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, il ricorso per cassazione deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell'albo speciale della Corte di cassazione; la parte non può proporlo personalmente.
  • Il requisito della sottoscrizione da parte di un difensore abilitato opera per qualsiasi tipo di provvedimento impugnato in cassazione, compreso il ricorso straordinario previsto dall'art. 625-bis c.p.p.
  • Quando il ricorso per cassazione è personalmente sottoscritto dalla parte anziché da un difensore iscritto nell'albo speciale, l'inammissibilità può essere dichiarata con la procedura de plano prevista dall'art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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