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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22556/2022 del 19/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di liquidazione con cui l'Amministrazione ha recuperato a tassazione ordinaria le imposte di registro e ipotecaria dovute per l'acquisto di terreni agricoli che avevano beneficiato dell'agevolazione prevista dalla L. n. 97 del 1994, art. 5 bis. L'Ufficio e i giudici di merito hanno ritenuto che la contribuente fosse decaduta dal beneficio per avere concesso in affitto i terreni prima della scadenza del vincolo decennale di coltivazione o conduzione diretta. La società ha proposto ricorso per cassazione con quattro motivi: i primi tre sostengono, in sintesi, che il contratto di affitto non avrebbe inciso sul compendio unico perché i terreni sarebbero rimasti nella disponibilità sostanziale della stessa compagine familiare e produttiva, essendo le società coinvolte riconducibili ai medesimi fratelli-soci e operando in connessione tramite coltivazioni biologiche e contratto di rete; il quarto motivo contesta la determinazione del valore dei terreni, assumendo applicabili i valori previsti in materia espropriativa dal d.P.R. n. 327 del 2001 e richiamando la giurisprudenza costituzionale sul rapporto ragionevole tra indennizzo e valore venale.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la decisione di merito che aveva confermato il recupero delle imposte, perché la concessione in affitto dei terreni agevolati integra indice sintomatico della cessazione della diretta coltivazione o conduzione da parte dell'acquirente e determina la perdita del beneficio fiscale quando l'obbligo legale di mantenere il compendio unico e coltivarlo/condurlo per almeno dieci anni venga meno. Ha inoltre dichiarato inammissibile il quarto motivo, perché la censura mirava sostanzialmente a contestare un accertamento di fatto sul valore dei beni, deducendolo impropriamente come violazione di legge e senza misurarsi con il criterio concretamente utilizzato dall'Ufficio. Le spese del giudizio di legittimità sono state poste a carico della ricorrente, con ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • L. n. 97 del 1994, art. 5 bis

    Le agevolazioni per l'acquisto di terreni in territori montani richiedono l'impegno a costituire un compendio unico e a coltivarlo o condurlo per almeno dieci anni; la violazione anche di uno solo degli obblighi comporta la perdita del beneficio e il recupero delle imposte con applicazione delle maggiori imposte previste.

  • D. Lgs. n. 228 del 2001, art. 5 bis

    La Corte richiama l'analoga disciplina quale conferma del principio per cui la violazione dell'obbligo di diretta coltivazione o conduzione comporta decadenza dall'agevolazione.

  • L. n. 604 del 1954, art. 7

    La disciplina agevolativa per l'acquisto di terreni agricoli è letta in continuità con altre norme che subordinano il beneficio alla permanenza della coltivazione diretta.

  • D.L. n. 194 del 2009, art. 2, comma 4 bis, conv. in L. n. 25 del 2010

    È richiamato come ulteriore esempio di disciplina agevolativa che collega il beneficio alla permanenza della coltivazione/conduzione diretta.

  • D. Lgs. n. 99 del 2004, art. 1

    La qualifica di imprenditore agricolo professionale può derivare dalla comunicazione effettuata tramite l'amministratore; tuttavia il vincolo di conduzione grava sulla società acquirente, non sulla persona fisica del socio.

  • D.P.R. n. 327 del 2001, art. 41

    I valori di esproprio richiamati dalla ricorrente non coincidono con il valore venale in comune commercio e, nel caso concreto, non sono stati ritenuti parametro applicabile per ridurre il valore accertato ai fini fiscali.

  • D.P.R. n. 131 del 1986, art. 51

    È evocato quale criterio di accertamento del valore basato su elementi comparativi di mercato, richiamato dalla controricorrente per descrivere il metodo utilizzato dall'Ufficio.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13

    La Corte dà atto dei presupposti per il pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 360 c.p.c.

    La censura che mira a rimettere in discussione un accertamento di fatto sul valore non può essere veicolata come violazione di legge, ma richiede il corretto paradigma del vizio motivazionale.

Massime di principio

  • In materia di agevolazioni fiscali per l'acquisto di terreni agricoli, il beneficio è subordinato alla permanenza per il periodo stabilito della coltivazione o conduzione diretta del fondo; la cessazione di tale situazione determina la decadenza dall'agevolazione e il recupero delle imposte ordinarie.
  • Il contratto di affitto dei terreni acquistati con agevolazione non rileva solo come titolo negoziale in sé, ma come fatto sintomatico della cessazione della coltivazione diretta da parte dell'acquirente, incompatibile con il mantenimento del beneficio fiscale.
  • Ai fini della decadenza dall'agevolazione, ciò che conta è la persistente conduzione del terreno da parte del medesimo soggetto obbligato, non la mera continuità sostanziale dell'attività all'interno di una più ampia compagine familiare o imprenditoriale se il bene è stato concesso in affitto a un distinto soggetto giuridico.
  • Il ricorso per cassazione che intenda contestare la valutazione del valore dei beni compiuta dal giudice di merito deve confrontarsi con il criterio concretamente adottato e dedurre un vizio coerente con la natura fattuale della censura; non è sufficiente prospettare astrattamente la violazione di norme sul valore espropriativo per aggredire un accertamento di mercato.
  • Le norme agevolative che derogano al regime ordinario devono essere interpretate in modo coerente con la loro finalità, ma la violazione dell'obbligo specificamente imposto dalla legge comporta la perdita del trattamento di favore senza margini per un'interpretazione estensiva favorevole al contribuente.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioRicorso per cassazione
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaDecadenza

Testo integrale

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