Cassazione Penale, Sentenza n. 09942/2026 del 16/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che aveva riformato in parte la sentenza di primo grado: contestavano la loro responsabilità per reati di corruzione propria, accesso abusivo al sistema informatico dell'ACER, falso in atto pubblico e occupazione abusiva di alloggi ERP. Schettini eccepiva travisamento delle intercettazioni e asserita esclusione del reato di corruzione; Marotta sosteneva di aver solo consegnato somme per conto del genero e di essere estraneo all'accordo corruttivo; Cafaro deduceva omissioni motivazionali sul rigetto del concordato e contestava la sussistenza del dolo e del concorso morale nei reati propri dell'intraneus (falso e accesso abusivo). Tutti i ricorrenti hanno lamentato insufficiente o contraddittoria valutazione delle prove e delle intercettazioni ambientali.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Schettini e Marotta perché reiterativi o volti a riesaminare fatti e valutazioni di merito, e li ha condannati al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro ciascuno alla Cassa delle ammende; il ricorso di Cafaro è stato ritenuto infondato e rigettato. Nel merito la Corte ha confermato che dalle intercettazioni e dagli accertamenti emergeva un sistema illecito organizzato: disponibilità del funzionario interno (Scafuro) a favorire mediante corruzione, ruolo d'intermediazione del Petrillo, coinvolgimento dei ricorrenti nella catena operativa (visionare alloggi, trattare compensi, procurare somme/documenti). La Corte ha ritenuto sussistente il reato di corruzione anche senza identificazione nominativa esplicita del pubblico ufficiale quando non vi è dubbio sul concorso di un intraneus; ha affermato la responsabilità degli estranei che abbiano avuto piena e consapevole compartecipazione o che abbiano procurato/reso disponibile il prezzo della corruzione (anche se non partecipi della fase genetica dell'accordo). Per Cafaro la Corte ha ritenuto provata l'istigazione/concorrente morale nei reati strumentali (falso e accesso abusivo) essendo questi funzionali alla realizzazione dell'accordo corruttivo. Tutti i ricorrenti sono poi condannati alla rifusione delle spese di parte civile.
Norme richiamate
Il terzo che, pur non avendo preso parte all'accordo corruttivo, abbia avuto piena e consapevole compartecipazione nel reperire, creare o mettere a disposizione del funzionario il prezzo della corruzione, risponde a titolo di concorso.
Rilevati come reati autonomi contestati al ricorrente Cafaro (falso in atto pubblico e accesso abusivo al sistema informatico); la Corte ha ritenuto che possano concorrere anche soggetti esterni se c'e' istigazione o consapevole partecipazione poiché tali reati sono funzionali all'accordo corruttivo.
Applicato per la condanna al pagamento delle spese processuali e all'ammenda a carico dei ricorrenti le cui impugnazioni sono state dichiarate inammissibili.
Sez. 6, n. 34929 del 17/04/2018 (Guarischi)
Giurisprudenza richiamata per affermare che non è indispensabile l'identificazione nominativa del pubblico ufficiale quando non vi siano dubbi sul concorso di un intraneus nella realizzazione del fatto corruttivo.
Sez. 6, n. 1 del 02/12/2014 (Pedrotti e altri)
Richiamata per distinguere la mera consegna 'sine titulo' di somme (che da sola non prova la corruzione) dalla situazione nel caso di specie, dove elementi indiziari ulteriori consentono di escludere altre ipotesi.
Sez. 6, n. 168 del 12/10/2022 (Cannarile)
Richiamata per sostenere che l'estraneo che partecipi consapevolmente alla creazione o messa a disposizione del prezzo della corruzione è responsabile a titolo di concorso, anche se non parte dell'accordo originario.
Sez. U, n. 6402 del 30/04/1997 (Dessimone)
Richiamata per il principio secondo cui in Cassazione non è consentito rivisitare valutazioni di fatto dei giudici del merito; il ricorso non può limitarsi a chiedere una diversa valutazione delle prove.
Massime di principio
- In casi di corruzione, non è necessario che il pubblico ufficiale sia nominativamente indicato se le risultanze indicano con certezza il concorso di un intraneus; la verifica si basa sul complesso probatorio.
- Un soggetto estraneo all'accordo corruttivo può essere ritenuto responsabile se ha avuto piena e consapevole compartecipazione, in particolare se ha reperito, creato o messo a disposizione il prezzo della corruzione.
- La mera partecipazione alla fase esecutiva non esclude automaticamente responsabilità penale se l'intervento è consapevole e rilevante ai fini del risultato illecito.
- Nell'esame di intercettazioni è fondamentale la valutazione del contesto complessivo e delle conversazioni nel loro insieme: isolare frasi può fuorviare la ricostruzione dei giudici.
- In Cassazione non è ammessa la semplice richiesta di riconsiderazione delle valutazioni di fatto dei giudici di merito; i motivi devono essere di diritto o di motivazione non apparente.
- Per i reati propri dell'intraneus (es. falso in atto pubblico, accesso abusivo), l'istigazione o la sollecitazione da parte di un estraneo può integrare il concorso morale se emerge la consapevolezza della necessità del contributo dell'interno all'ente.
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