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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14406/2024 del 09/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Tre motivi: 1) dedotta violazione di legge e vizio di motivazione per omessa valutazione delle questioni difensive relative alla possibile derubricazione da furto aggravato (art. 624-bis c.p.) a furto semplice, sostenendo che il garage non fosse pertinenza dell'abitazione per mancanza di contiguità spaziale; 2) vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio, censurando la riduzione della pena in misura minore rispetto alla massima estensione delle attenuanti riconosciute; 3) inosservanza di norma processuale e vizio di motivazione per mancato avviso, dopo la lettura del dispositivo, circa la possibilità di chiedere la sostituzione della pena con sanzioni sostitutive (richiamando il novellato art. 53 L. 24/11/1981 n. 689 e l'art. 545-bis c.p.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondato l'assunto difensivo: la nozione di "privata dimora" e di "pertinenza" ai sensi dell'art. 624-bis c.p. comprende luoghi non necessariamente contigui fisicamente ma funzionalmente asserviti e destinati in modo durevole al servizio dell'abitazione; nel caso concreto il garage era ad uso esclusivo della persona offesa, inaccessibile senza consenso e posto a breve distanza (20-30 metri), pertanto configurabile come pertinenza. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito: la Corte d'appello ha motivato adeguatamente la riduzione non alla massima estensione alla luce della gravità della condotta, dell'intensità del dolo e dei plurimi precedenti; la Cassazione non ha sindacato tale valutazione. Il terzo motivo è inammissibile: l'obbligo di avviso sulla possibile sostituzione della pena sussiste solo se il giudice ritiene applicabile la sostituzione; l'omissione non invalida la sentenza quando sia implicita la valutazione di inapplicabilità e, in concreto, la difesa non aveva chiesto la sanzione sostitutiva né indicato i presupposti per ottenerla. Conclusione: ricorso rigettato; ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    La nozione di "privata dimora" comprende anche luoghi che, pur non essendo abitazioni, presentano le medesime caratteristiche di riservatezza e inaccessibilità; la "pertinenza" può consistere in beni funzionalmente asserviti all'abitazione e destinati in modo durevole al suo servizio o ornamento, senza necessità di stretta contiguità fisica.

  • art. 132 cod. pen.

    Stabilisce i criteri per la determinazione della pena; la loro applicazione concreta rientra nel potere discrezionale del giudice di merito.

  • art. 133 cod. pen.

    Definisce i criteri per l'individualizzazione della pena (circostanze da considerare); il giudice di merito deve motivare la scelta in rapporto a tali criteri, ma la graduazione resta valutazione discrezionale non sindacabile in Cassazione salvo vizio motivazionale o arbitrarietà.

  • art. 545-bis, comma 1, cod. proc. pen.

    Prevede l'avviso riguardo alla possibilità di sostituzione della pena detentiva con sanzioni sostitutive; tale avviso deve essere dato solo quando il giudice, valutati i presupposti, ritiene possibile la sostituzione; l'omissione non determina automaticamente la nullità della sentenza se risulta che il giudice ha implicitamente escluso l'applicabilità della misura.

  • art. 53 L. 24 novembre 1981 n. 689 (novellato)

    Norma relativa alle sanzioni sostitutive della pena detentiva; la sua applicazione richiede il rispetto delle condizioni sostanziali prescritte, che devono essere dimostrate o almeno argomentate dalla difesa quando si richiede la sostituzione.

Massime di principio

  • Un garage può essere considerato pertinenza di un'abitazione anche se non contiguo fisicamente, quando è destinato in modo durevole al servizio dell'abitazione, è di uso esclusivo e l'accesso è precluso agli estranei.
  • La derubricazione di un reato aggravato a semplice furto richiede, oltre all'enunciazione giuridica, l'indicazione di specifiche circostanze di fatto che giustifichino la diversa qualificazione; argomentazioni generiche sono insufficienti.
  • La determinazione concreta della pena è prerogativa del giudice di merito: la Cassazione interviene solo per vizio di motivazione, arbitrarietà o travisamento dei fatti; una valutazione adeguatamente motivata sugli elementi rilevanti è insindacabile.
  • L'avviso relativo alla possibilità di sostituzione della pena (art. 545-bis c.p.p.) è dovuto solo se il giudice ritiene la sostituzione concretamente percorribile; l'omissione non invalida la sentenza quando la motivazione mostra che i presupposti per la sostituzione sono assenti.
  • In sede di impugnazione è importante che la difesa formuli espressamente richieste alternative (es. pena sostitutiva) e articoli fatti idonei a dimostrare i presupposti per ottenerle; censure generiche in Cassazione risultano spesso inammissibili.

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