Cassazione Penale, Sentenza n. 18393/2022 del 09/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso articolato in due motivi: (1) doglianza relativa alla carenza e manifest illogicità della motivazione sull'applicazione dell'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità (art. 61, n. 7 cod. pen.) per il reato indicato al capo g), in quanto il valore dei beni sottratti non sarebbe stato provato con certezza; (2) censura sulla mancanza, contraddittorietà e manifest illogicità della motivazione in ordine al trattamento sanzionatorio: la riduzione di pena disposta per l'assoluzione al capo b) (solo 40 giorni) sarebbe insufficiente e il giudice non avrebbe motivato adeguatamente sugli aumenti per la continuazione con i reati satellite.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto infondata la doglianza: le circostanze relative al valore dei beni possono essere accertate anche per presunzioni logiche e, nel caso di specie, gli oggetti sottratti (collana in oro, anello in oro con rubino, anello in oro con zaffiro e 250 euro in contanti) giustificavano l'applicazione dell'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità. Sul secondo motivo il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché le censure sul trattamento sanzionatorio non sono state argomentate con sufficiente specificità; la Corte territoriale aveva motivato la quantificazione degli aumenti per i reati satellite e la riduzione di un terzo per il rito abbreviato rende coerente la diminuzione di 40 giorni in relazione all'assoluzione per il capo b). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende di euro 3.000,00. Decisione resa il 25/02/2022.
Norme richiamate
L'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità può essere valutata anche sulla base di presunzioni logiche concernenti il valore dei beni sottratti; non è necessario un valore "provato" con rigore formale se elementi concreti (ad es. materiali preziosi degli oggetti) consentono una deduzione attendibile del loro consistente valore
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Norma che consente la condanna del ricorrente al pagamento di una somma a favore della Cassa delle ammende; la Corte ha disposto l'erogazione di euro 3.000,00
Giurisprudenza richiamata (Sez. 6, n. 14550 del 26/09/1989, Solano, Rv. 182377)
Principio secondo cui le presunzioni logiche possono essere utilizzate non solo per accertare la consumazione del reato ma anche per valutare circostanze aggravanti o attenuanti
Massime di principio
- Le aggravanti che richiedono una valutazione quantitativa (es. danno patrimoniale di rilevante gravità) possono essere determinate anche con presunzioni logiche basate su elementi concreti (materiale dei beni, tipologia degli oggetti), non è sempre necessaria una prova matematica del valore
- Per le impugnazioni in Cassazione è necessario formulare censure specifiche e motivare argomentatamente le critiche al giudizio di merito: doglianze generiche sull'eccessività della pena sono frequentemente dichiarate inammissibili
- Nella quantificazione della pena in caso di continuazione il giudice deve motivare sia sulla pena base per il reato più grave sia sugli aumenti relativi ai reati satellite; tuttavia la Corte di legittimità controlla la logicità e la coerenza del calcolo e delle operazioni di riduzione (es. terzo per rito abbreviato)
- La scelta del rito abbreviato con la conseguente riduzione della pena (riduzione di un terzo) incide sul computo degli aumenti e sulle riduzioni derivanti da assoluzioni parziali: occorre verificare la correttezza aritmetica e la motivazione del giudice ma il calcolo formale, se adeguatamente illustrato, è difficilmente censurabile
- Le condanne per spese e il versamento alla Cassa delle ammende seguono il rigetto del ricorso e sono ordinarie conseguenze della decisione di rigetto
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