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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32938/2022 del 07/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha revocato l'affidamento in prova al servizio sociale con riferimento a presunte carenze motivazionali e al travisamento degli elementi informativi forniti dalla Guardia di Finanza e dall'Uepe; censura inoltre l'omessa valutazione della richiesta subordinata di detenzione domiciliare formulata in udienza.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto legittima la revoca, confermando che il Tribunale di sorveglianza ha adeguatamente motivato la misura richiamando le gravi e reiterate violazioni delle prescrizioni (gestione "spregiudicata" della Lemax srl e successivo fallimento con uso di un prestanome, attività fittizia nella RS Costruzioni, mancato deposito delle scritture contabili e mancato inizio dell'attività risarcitoria o socialmente utile). La Corte ha sottolineato la natura discrezionale della revoca e che il ricorrente, invece di confutare la puntuale motivazione, proponeva una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità. Quanto alla richiesta subordinata di detenzione domiciliare, è stata ritenuta troppo generica (assenza di indicazione della fattispecie di cui all'art. 47-ter) e il suo rigetto può legittimamente ritenersi implicito nella motivazione che ha escluso una prognosi favorevole per misure alternative.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Richiamata come il motivo formale di impugnazione (vizio di motivazione); la Corte esamina la fondatezza delle censure ma rigetta il ricorso perché la motivazione del tribunale è ritenuta adeguata e logica.

  • art. 47-ter Ord. pen. (ordinamento penitenziario)

    Norma richiamata in relazione alle possibili misure alternative (tra cui la detenzione domiciliare); la Corte osserva che la richiesta subordinata non indicava quale ipotesi dell'art. 47-ter si invocasse e quindi era aspecifica.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 27711 del 06/06/2013 (De Martino)

    Principio richiamato secondo cui la revoca dell'affidamento è rimessa alla discrezionalità del Tribunale di sorveglianza, purché il potere sia motivato in modo logico e adeguato.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 50026 del 04/06/2018 (A.)

    Richiamato il principio che il Tribunale può concedere una misura alternativa diversa da quella chiesta, a condizione che sia compatibile; tuttavia la prognosi favorevole richiesta per le misure alternative è comune e, se esclusa, giustifica anche il rigetto implicito di richieste subordinate aspecifiche.

Massime di principio

  • La revoca dell'affidamento in prova è discrezionale: non è sufficiente la mera violazione di prescrizioni, ma il giudice può revocare se ritiene che tali violazioni dimostrino l'incompatibilità del soggetto con il percorso rieducativo.
  • La motivazione del Tribunale di sorveglianza deve essere logica e adeguata; se il giudice illustra fatti concreti (es. condotte reiterate contrarie alle prescrizioni, mancato svolgimento dell'attività risarcitoria) la revoca è difficilmente censurabile in Cassazione.
  • In sede di legittimità non è consentita una nuova valutazione dei fatti né il semplice invito a leggere diversamente le relazioni di polizia giudiziaria o dell'Uepe: il ricorrente deve dimostrare vizi di motivazione manifesti e non proporre una rivalutazione probatoria.
  • Le richieste di misure alternative formulate in via subordinata devono essere specifiche: indicare la fattispecie normativa invocata e fornire elementi fattuali idonei a sostenere una prognosi favorevole; se generiche possono essere implicitamente respinte se le argomentazioni sulla revoca escludono la compatibilità del soggetto con la misura alternativa.
  • Il mancato inizio delle attività risarcitorie o socialmente utili previste nell'ordinanza concessiva è un elemento rilevante e può essere considerato sintomo dell'insuccesso del percorso di reinserimento, legittimando la revoca.

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