Cassazione Penale, Sentenza n. 11812/2022 del 30/03/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Palermo che aveva dichiarato estinti per prescrizione i reati (confermando però le statuizioni civili di condanna) e, per alcuni, aveva confermato condanne penali. Le censure riguardano difetti di motivazione (in particolare per Albanese e Di Francesco), travisamento delle prove (Vullo), vizio nel dispositivo rispetto alla motivazione (Gallo Afflitto), violazione dell'art.129 c.p.p., e, soprattutto, l'incidenza della novella legislativa del 2020 sull'istituto dell'abuso d'ufficio (riduzione della sfera di punibilità alle sole violazioni di norme di rango primario privi di spazi di discrezionalità). Alcuni imputati chiedevano l'assoluzione nel merito o comunque l'annullamento delle statuizioni civili; altri contestavano la valutazione delle intercettazioni e della prova.
La decisione
La Corte di cassazione ha disposto decisioni differenziate: per Di Francesco ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente al capo 20) perché il fatto non sussiste, e ha annullato con rinvio gli altri capi a lui addebitati (necessaria rivalutazione alla luce della riforma del 2020 e per carenze motivazionali). Per Albanese ha accolto il vizio motivazionale e ha annullato con rinvio la decisione relativa alle sue imputazioni (compresa la verifica, ai soli effetti civili, della portata della novella 2020 sull'abuso d'ufficio). Per Troisi ha dichiarato inammissibili alcuni motivi, ma ha accolto il motivo relativo al capo 49) (abuso d'ufficio) e ha annullato con rinvio tale capo. I ricorsi di Vullo e di Gallo Afflitto sono stati dichiarati inammissibili; per questi ultimi la Corte ha irrogato condanne alle spese processuali, al versamento di euro 3.000,00 ciascuno alla Cassa delle ammende e, in solido, alla rifusione di 4.000 euro in favore della parte civile Comune di Agrigento. In sintesi: alcuni capi sono stati annullati e rinviati per nuovo giudizio (Albanese, Troisi capo 49 e gran parte delle imputazioni di Di Francesco), Di Francesco ha ottenuto l'annullamento senza rinvio per il capo 20) (insussistenza del fatto); Vullo e Gallo hanno perduto l'impugnazione e sono stati sanzionati.
Norme richiamate
Richiamata dai ricorrenti per vizi della motivazione: la Corte segnala che le doglianze generiche non sono idonee; occorre un concreto confronto critico con le argomentazioni svolte nel giudizio d'appello.
Rilevante in tema di valutazione e sindacato della prova; la Corte di legittimità non sindaca questioni di fatto che non siano state adeguatamente valorizzate entro i limiti consentiti.
Prevede la condanna per le parti soccombenti quando il ricorso è inammissibile; applicata per Vullo e Gallo con condanna al pagamento delle spese e versamento alla Cassa delle ammende.
Norma sulla rettifica di errori materiali o refusi del dispositivo; la Corte ha ritenuto che il dispositivo contrastante fosse un refuso poi corretto con procedura ex art.130.
Riguarda il falso ideologico in atti pubblici; contestato rispetto alle attestazioni sull'esito dei sopralluoghi, ma la valutazione concreta è rimessa al giudice di merito salvo vizi motivazionali.
Norma richiamata per il delitto di rivelazione di segreti d'ufficio (capo 47) contestato a Troisi; la Corte ha ritenuto infondata la tesi difensiva che una prassi di preavviso potesse scriminare tale condotta.
Norme richiamate nella imputazione di corruzione/condotte corruttive verso funzionari (contestazioni mosse rispetto a Vullo e Gallo); la Corte ha valutato le censure come questioni di fatto non sindacabili in cassazione salvo specifici vizi.
novella sull'abuso d'ufficio (riforma 2020, art. 323 cod. pen. e correlati)
La riforma ha ristretto la fattispecie dell'abuso d'ufficio, limitandola alle violazioni di norme di rango primario che escludano ogni margine di discrezionalità. La Corte ha ritenuto necessario un supplemento di motivazione o una rivalutazione in merito a più posizioni (Di Francesco, Troisi, Albanese).
Massime di principio
- Dopo la riforma del 2020 l'accertamento dell'abuso d'ufficio richiede verifica puntuale che la condotta consista in violazione di norma primaria priva di spazi discrezionali: molte posizioni devono essere riesaminate alla luce di tale criterio.
- La Cassazione annulla con rinvio quando la motivazione di merito non risponde alle specifiche obiezioni difensive: l'omissione di un confronto critico con le tesi dell'imputato è motivo di annullamento.
- Gli argomenti generici e le doglianze meramente sommative (es. richiamo all'art.129 c.p.p. senza puntualizzazioni) sono inammissibili in sede di legittimità.
- Quando il dispositivo di una sentenza appare discordante con la motivazione, la via corretta è la rettifica tramite art.130 c.p.p.; tuttavia la presenza di un refuso non sempre legittima l'annullamento se già corretta con procedura formale.
- La contestazione della valutazione di intercettazioni o di trascrizioni richiede che il ricorrente indichi specifici vizi tecnici o modalità errate di valutazione: altrimenti si tratta di censure di fatto non ammissibili in Cassazione.
- L'inammissibilità dell'impugnazione può comportare sanzioni pecuniarie e condanna alle spese (art.616 c.p.p.); quindi valutare con attenzione la fondatezza delle doglianze prima di proporre ricorso in Cassazione.
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