Cassazione Penale, Sentenza n. 48603/2022 del 21/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza di non convalida dell'arresto di Francesco Turino per il reato contestato ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990, relativo al rinvenimento di gr. 9 di marijuana indosso all'indagato insieme a un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento in dosi. Il Pubblico Ministero ha dedotto violazione di legge e carenza/mancata logica della motivazione del Tribunale, sostenendo che quest'ultimo non ha considerato elementi oggettivi emersi al momento dell'arresto (in particolare la reiterazione di cessioni, anche nei giorni precedenti, a un soggetto sottoposto agli arresti domiciliari) idonei a configurare la gravità del fatto o la pericolosità del soggetto, e ha invece fondato la decisione su elementi successivi non pertinenti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha richiamato il principio per cui il giudice della convalida deve compiere un controllo di mera ragionevolezza sulle valutazioni operate dalla polizia giudiziaria alla luce degli elementi conosciuti al momento dell'arresto (valutando la gravità del fatto o la pericolosità del soggetto), senza sostituire una valutazione ex post né verificare la responsabilità penale. Nel caso concreto il Tribunale aveva invece basato la non convalida su elementi emersi successivamente (diversa qualificazione del fatto in udienza e incensuratezza dell'indagato) trascurando le circostanze risultanti dal verbale di arresto (cessioni ripetute e materiali per il confezionamento). Perciò la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha convalidato l'arresto di Turino Francesco.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 5
Norma sostanziale che disciplina il reato relativo agli stupefacenti (illecita detenzione/cessione). E' la fattispecie di reato per la quale è stato effettuato l'arresto e funge da riferimento per valutare la gravità del fatto.
codice di procedura penale, art. 381, comma 4
Prevede i presupposti per l'arresto facoltativo in flagranza (gravità del fatto o pericolosità del soggetto). La giurisprudenza interpreta l'articolo nel senso che il giudice della convalida deve controllare la ragionevolezza della valutazione della polizia giudiziaria basandosi sugli elementi noti al momento dell'arresto.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (richiamata nella motivazione)
Principi richiamati: il controllo del giudice della convalida è di mera ragionevolezza; le ragioni dell'arresto possono emergere dal contesto descrittivo del verbale o da atti complementari senza necessità di motivazione formale separata; il giudice non deve sostituirsi alla valutazione della polizia giudiziaria né valutare la responsabilità penale ex post.
Massime di principio
- Nel caso di arresto in flagranza, il giudice della convalida deve valutare ex ante la ragionevolezza della decisione della polizia giudiziaria alla luce degli elementi disponibili al momento dell'arresto, non sulla base di informazioni successive.
- La gravità del fatto può desumersi anche da elementi fattuali concreti come la detenzione di sostanza stupefacente insieme a bilancini e materiale per il confezionamento e da cessioni ripetute, specialmente se rivolte a soggetti sottoposti a misure restrittive.
- La polizia giudiziaria non è obbligata a redigere una motivazione formale separata dell'arresto, purché le ragioni siano ricavabili dal verbale o dagli atti; il giudice deve poter sindacare la fondatezza ragionevole di tali ragioni.
- Non sono rilevanti, ai fini della convalida, elementi emersi successivamente che non fossero conoscibili dagli operanti al momento dell'arresto (es. diversa qualificazione dell'evento disposta in udienza o la mancanza di precedenti), se al momento dell'arresto sussistevano elementi sintomatici di gravità o pericolosità.
- Se il giudice della convalida basa la non convalida su valutazioni ex post o su fattori irrilevanti al momento dell'arresto, il provvedimento può essere annullato in cassazione e l'arresto convalidato.
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