Cassazione Penale, Sentenza n. 41760/2025 del 30/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava l'annullamento, operato dal Tribunale del riesame, dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per mancanza dell'attualità delle esigenze cautelari rispetto ai fatti del 2021. Il Pubblico Ministero ha censurato che il Tribunale non aveva considerato compiutamente elementi probatori quali il livello organizzativo dello spaccio, la capacità del gruppo di riorganizzarsi dopo sequestri e arresti, l'entità dei quantitativi sequestrati indicativi di professionalità, e il curriculum criminale dell'indagato (pretiudicato e con collegamenti mafiosi), elementi che secondo l'accusa comprovano la persistenza del pericolo e la necessità della custodia cautelare.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato con rinvio l'ordinanza del Tribunale del riesame. Ha rilevato che il Tribunale ha mal applicato i principi inerenti all'attualità delle esigenze cautelari: ha attribuito eccessivo peso al cosiddetto "tempo silente" senza valutare in modo complessivo la gravità indiziaria, la professionalità e il grado di inserimento dell'organizzazione nei circuiti criminali, la capacità di riorganizzazione dopo sequestri e arresti, i quantitativi di stupefacente documentati e il curriculum criminale dell'indagato. La Corte ha quindi disposto che venga effettuata una nuova valutazione che prenda adeguatamente in considerazione tali elementi.
Norme richiamate
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 74
Norma sull'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: la Corte ha richiamato la necessità di valutare la perdurante operatività dell'associazione nel contesto cautelare, tenendo conto della natura e della struttura dell'organizzazione.
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 73
Norme sui delitti in materia di stupefacenti (reati-fine): utilizzate per qualificare i plurimi episodi di spaccio e misurarne il rilievo indiziario e probatorio.
Codice di procedura penale - art. 275
La Corte ha richiamato il ruolo delle presunzioni previste dall'art. 275 c.p.p. e osservato che il decorso del tempo (tempo silente) incide sul superamento di tali presunzioni, ma non è elemento esclusivo: occorre una valutazione complessiva degli indici di pericolosità.
Giurisprudenza richiamata (Sez. 3, n. 37345 del 09/07/2025; Sez. 3, n. 16357 del 12/01/2021)
Orientamenti di legittimità affermano che il tempo trascorso può incidere sull'attualità delle esigenze cautelari ma non esaurisce la valutazione, che deve considerare anche la professionalità criminale e la capacità di ricomporre l'attività illecita.
Massime di principio
- Il decorso del tempo (tempo silente) è un elemento rilevante ma non decisivo: va valutato nel contesto di tutti gli altri indici di pericolosità.
- Per i reati di traffico di stupefacenti il pubblico ministero deve dimostrare la perdurante operatività o, più in generale, la sussistenza di un concreto rischio di reiterazione commisurato alla professionalità e al grado di inserimento nei circuiti criminali.
- Le associazioni di tipo mafioso e le associazioni finalizzate al narcotraffico vanno differenziate: le prime godono di una presunzione di stabilità più marcata, mentre per le seconde è più rilevante la prova della continuità operativa.
- Pregresse condanne, la rilevante quantità di stupefacente sequestrata, e elementi che dimostrino la capacità di riorganizzazione dopo interventi delle forze dell'ordine aumentano la probabilità che sussistano esigenze cautelari attuali.
- Il giudice che revoca o annulla una misura cautelare deve confrontarsi esplicitamente con le argomentazioni e le evidenze contenute nell'ordinanza del G.I.P.; l'omissione di tale confronto può portare all'annullamento del provvedimento di secondo grado.
- La prognosi di pericolosità mira anche alla possibilità di commissione di reati omologhi in futuro: non si limita alla sola operatività immediata dell'associazione al momento della decisione.
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