Sentenza del 22/12/2023 n. 35900 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento IMU 2015 per 42 particelle (tot. €1.316.526,87) emesso dalla concessionaria: la ricorrente contestava la qualificazione di molte particelle come "aree fabbricabili" (nonostante il PRG le indicasse in zona E agricola), la determinazione del valore unitario (€78,21/mq), l'applicazione e cumulazione delle sanzioni (omessa dichiarazione vs omesso versamento), l'omessa applicazione del cumulo giuridico/continuazione per violazioni pluriennali, e rilevava vizi di motivazione e di legittimazione della concessionaria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso di Buzzi: ha cassato la sentenza del Giudice d'appello in relazione ai motivi 4º (valutazione del valore venale ai sensi dell'art.5, comma 5 del D.Lgs. n.504/1992), 6º (omessa pronuncia sul valore €78,21/mq), 8º (sanzioni: assorbimento della sanzione per omesso versamento nella sanzione per omessa dichiarazione) e 9º (mancata applicazione del cumulo giuridico per continuazione), e ha rinviato alla CTR Lazio, in diversa composizione, per i necessari accertamenti di fatto e la rideterminazione del valore imponibile e delle sanzioni secondo i criteri di legge. Gli altri motivi (tra cui carenza motivazionale assoluta e contestazione della legittimazione della concessionaria) sono stati respinti. Disposto altresì il regolamento delle spese di Cassazione.
Norme richiamate
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 2, comma 1, lett. b)
"per area fabbricabile si intende l'area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell'indennità di espropriazione per pubblica utilità. Sono considerati, tuttavia, non fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai soggetti indicati nel comma 1 dell'art. 9, sui quali persiste l'utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l'esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all'allevamento di animali"
La Corte interpreta la nozione in senso ampio: conta non solo la destinazione urbanistica formale ma anche la potenzialità effettiva di edificazione (anche limitata a fabbricati strumentali), e l'inserimento nel piano regionale delle attività estrattive o il rilascio di autorizzazioni estrattive costituiscono indici idonei a qualificare, ai fini fiscali, l'area come fabbricabile.
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 5, comma 5
"Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio all'1 gennaio dell'anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche"
Il valore imponibile delle aree fabbricabili deve essere determinato sulla base di questi parametri tassativi; il giudice di merito deve verificarne e motivarne l'applicazione. Se il giudice non applica o non verifica tali criteri la decisione è viziata e va rimessa per nuovi accertamenti.
D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 (conv. L. 22 dicembre 2011, n. 214), art. 13
Stabilisce che per l'IMU si adottano le nozioni ICI; quindi la qualificazione e i criteri di valutazione delle aree fabbricabili del D.Lgs. n.504/1992 si applicano anche all'IMU.
D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 12, comma 5
Prevede il regime di continuazione/cumulo giuridico per le sanzioni: in caso di violazioni ripetute su più annualità, l'ufficio/judice deve ricostruire l'unica serie di violazioni e determinare un'unica sanzione secondo le regole dell'art.12, comma 5; la Corte ha disposto che la CTR deve applicare tale cumulo.
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 14
"Per l'omessa presentazione della dichiarazione o denuncia si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento del tributo dovuto... Se la dichiarazione o la denuncia sono infedeli si applica la sanzione amministrativa dal cinquanta al cento per cento della maggiore imposta dovuta... Se l'omissione o l'errore attengono ad elementi non incidenti sull'ammontare dell'imposta, si applica la sanzione amministrativa ..."
La Corte ha ritenuto errata l'applicazione congiunta della sanzione per omessa dichiarazione e della sanzione per omesso versamento: quando l'omessa dichiarazione è collegata all'omesso versamento, la graduazione normativa prevede la prevalenza/assorbimento nella sanzione per dichiarazione (massima), quindi non possono sussistere entrambe le sanzioni nella misura contestata.
Codice civile, art. 817 (nozione di pertinenza)
La qualificazione pertinenziale esclude l'autonoma tassazione solo se provata la destinazione oggettiva e soggettiva durevole (e la prova grava sul contribuente); la Corte conferma che l'onere probatorio è gravoso e che la mera apparenza o uso temporaneo non è sufficiente.
Norme procedurali: art. 112 c.p.c. e art. 384 c.p.c.
La Corte ha rilevato omissioni di pronuncia del giudice d'appello (art.112 c.p.c.) ma, quando possibile e le questioni sono decisive, ha integrato la motivazione o deciso nel merito esercitando i poteri di cui all'art.384 c.p.c., comma 2 e 4, rinviando al giudice di merito per accertamenti di fatto non eseguiti.
Massime di principio
- L'inserimento di superfici in piani/regimi estrattivi o il rilascio di autorizzazioni estrattive sono indici idonei a qualificare un'area come 'fabbricabile' ai fini fiscali, anche se lo strumento urbanistico comunale formale le classifica come agricole; ai fini IMU/ICI rileva la potenzialità edificatoria economica oltre alla mera classificazione urbanistica.
- La determinazione del valore imponibile per aree fabbricabili deve rispettare tassativamente i criteri dell'art.5, comma 5 del D.Lgs. n.504/1992 (valore venale al 1° gennaio, zona, indice di edificabilità, destinazione d'uso, oneri di adattamento, prezzi di mercato): se il giudice non verifica/manda a confronto questi elementi la decisione è viziata e va rinviata per accertamenti.
- Le delibere comunali che fissano valori presuntivi per zone omogenee costituiscono presunzioni valutative di comodo ma non esauriscono l'accertamento: l'amministrazione o il giudice devono poter confrontare tali presunzioni con prove documentali concrete (compravendite, costi di risanamento, indice di edificabilità, ecc.).
- La legittimazione del concessionario a notificare avvisi di accertamento sussiste quando il contratto di concessione è richiamato e/o prodotto; la delibera comunale di affidamento è atto generale conosciuto per pubblicità e non sempre va allegata all'avviso.
- Sulle sanzioni tributarie: ove l'omessa dichiarazione sia collegata all'omesso versamento integrale, la graduazione normativa comporta che la sanzione principale sia quella per omessa dichiarazione (con conseguente assorbimento dell'altra), mentre per violazioni pluriennali deve essere valutato il cumulo giuridico/continuazione ai sensi dell'art.12, comma 5 del D.Lgs. n.472/1997.
- La qualificazione di aree come pertinenze (esenzioni/tassazione attenuata) richiede prova rigorosa di destinazione durevole e modifica oggettiva dello stato dei luoghi; l'onere della prova grava sul contribuente e il giudice di merito compie valutazioni fattuali non sindacabili in cassazione se congruamente motivate.
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