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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33158/2023 del 29/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di pagamento per accise sul gasolio relativo al rifornimento di una nave, che era stato inizialmente autorizzato in esenzione dall’ufficio doganale e poi recuperato a tassazione dopo l’annullamento in autotutela dell’autorizzazione, ritenuta erronea perché l’imbarcazione non apparteneva a società registrata nell’Unione europea. La commissione regionale aveva accolto l’appello del contribuente, affermando che il legittimo affidamento, essendo stato ingenerato da uno specifico provvedimento autorizzatorio dell’amministrazione, escludeva non solo sanzioni e interessi ma anche l’imposta. L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione dell’art. 10, comma 2, della l. n. 212 del 2000, sostenendo che la norma tutela il contribuente solo rispetto a sanzioni e interessi moratori, non anche rispetto alla debenza del tributo; il contribuente ha resistito eccependo anche l’inammissibilità del ricorso.

La decisione

La Corte ha respinto le eccezioni preliminari di inammissibilità sollevate dalla resistente, ha ritenuto fondato l’unico motivo dell’Agenzia e ha cassato la sentenza della CTR. Ha affermato che il principio di legittimo affidamento, di cui all’art. 10 della l. n. 212 del 2000, esclude solo sanzioni, interessi e altri profili accessori o risarcitori, ma non incide sulla debenza del tributo, che dipende esclusivamente dalla realizzazione del presupposto impositivo. La tutela estensiva del contribuente, riconosciuta in giurisprudenza in casi particolari, non si applica quando l’autorizzazione amministrativa sia manifestamente illegittima e il contribuente avrebbe dovuto accorgersene. La causa è stata rinviata alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Liguria in diversa composizione anche per le spese.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il principio di tutela dell’affidamento del contribuente, quando fondato su atti dell’amministrazione finanziaria, può escludere sanzioni e interessi, ma non elimina di per sé l’obbligazione tributaria, che sorge al ricorrere del presupposto impositivo.
  • L’eventuale errore o successivo ritiro di un provvedimento amministrativo favorevole non comporta automaticamente l’esonero dal tributo se l’atto era manifestamente illegittimo e il contribuente avrebbe dovuto percepirne la contrarietà al diritto positivo.
  • La normativa sul legittimo affidamento va interpretata in modo non estensivo oltre il suo testo: la protezione opera sui profili accessori dell’obbligazione fiscale, non sulla debenza dell’imposta in sé.
  • In sede di legittimità, è censurabile la sentenza di merito che trasformi la tutela dell’affidamento in una causa di inesigibilità del tributo, anziché limitarla agli effetti sanzionatori e moratori.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioRiscossione
RamiTributi
IstitutiTutela del legittimo affidamentoBuona fede e correttezza

Testo integrale

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