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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22713/2024 del 12/08/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (lavoratore)

La controversia

Un dipendente, trasferito per mobilità volontaria dal Ministero della Difesa a un Comune, ha chiesto il riconoscimento del diritto a mantenere presso l'amministrazione di destinazione l'indennità di amministrazione percepita nel precedente impiego, con inclusione della differenza nel trattamento economico come assegno ad personam riassorbibile. I giudici di merito hanno rigettato la domanda ritenendo applicabile l'art. 30, comma 2-quinquies, d.lgs. n. 165/2001 nel testo ritenuto dalla Corte territoriale, interpretato nel senso di far valere solo il trattamento economico previsto dal contratto collettivo del comparto dell'amministrazione di destinazione, senza conservazione della maggiore retribuzione fissa e continuativa goduta presso l'ente di provenienza. Il ricorrente ha censurato tale decisione con quattro motivi: (1) violazione degli artt. 27 e 28 CCNL Enti locali 5.10.2001 e della dichiarazione congiunta n. 24 del CCNL 22.1.2004, per errata qualificazione dell'indennità di amministrazione come voce non conservabile; (2) violazione della stessa disciplina contrattuale e del principio di divieto di reformatio in peius, sostenendo che l'indennità di amministrazione non è assimilabile all'indennità di comparto e comunque doveva essere computata nel trattamento complessivo; (3) violazione dell'art. 30 d.lgs. n. 165/2001 nel testo anteriore alla modifica del 2005, poiché la Corte d'appello avrebbe applicato una versione successiva alla data del trasferimento; (4) violazione dell'art. 30, comma 2-quinquies, d.lgs. n. 165/2001 e del principio di irriducibilità della retribuzione, assumendo una lettura della norma compatibile con la conservazione del trattamento economico più favorevole, comprensivo dell'indennità di amministrazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ha cassato la sentenza impugnata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito riconoscendo il diritto del dipendente a includere l'indennità di amministrazione nell'assegno ad personam riassorbibile, nell'importo correlato con l'indennità di comparto. Ha inoltre confermato le statuizioni sulle spese dei giudizi di merito e ha condannato il Comune resistente alle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 30 d.lgs. n. 165/2001

    Nel passaggio diretto tra amministrazioni diverse il dipendente conserva il trattamento economico complessivo in godimento, con applicazione della regola del riassorbimento degli assegni ad personam per rispettare il divieto di reformatio in peius; il riferimento al trattamento del comparto di destinazione opera sul piano generale, ma non consente di eliminare il trattamento complessivo più favorevole già acquisito.

  • art. 30 d.lgs. n. 165/2001

    testo antecedente alla modifica di cui all'art. 16, comma 1, lett. c), l. n. 246/2005

    La Corte richiama il regime applicabile ratione temporis al momento del trasferimento, ma ritiene decisivo il principio di continuità del rapporto e di conservazione del trattamento economico acquisito.

  • art. 27 CCNL comparto Enti locali 5.10.2001

    Richiamato dal ricorrente per sostenere che l'indennità di amministrazione va considerata nella determinazione del trattamento complessivo del personale trasferito.

  • art. 28 CCNL comparto Enti locali 5.10.2001

    Invocato per affermare la natura fissa e continuativa dell'indennità di amministrazione e la sua rilevanza ai fini della conservazione del trattamento economico.

  • dichiarazione congiunta n. 24 CCNL comparto Enti locali 22.1.2004

    Richiamata quale supporto interpretativo della disciplina contrattuale sulla conservazione del trattamento economico in caso di mobilità.

  • art. 33 CCNL comparto Enti locali 22.1.2004

    Richiamato per escludere l'assimilazione dell'indennità di amministrazione all'indennità di comparto come volevano i giudici di merito.

  • art. 36 Cost.

    La retribuzione deve essere proporzionata e adeguata avuto riguardo alla globalità del trattamento economico, non alle singole componenti, salvo diversa previsione di legge o di contratto collettivo.

  • art. 2112 c.c.

    Richiamato in via analogica per affermare che il passaggio del lavoratore tra datori comporta l'applicazione del trattamento del nuovo datore, ma senza sacrificare il trattamento complessivo già maturato in presenza di una disciplina che ne imponga la conservazione.

  • art. 1406 c.c.

    Il passaggio diretto di personale tra amministrazioni viene ricondotto alla fattispecie della cessione del contratto.

Massime di principio

  • Nel trasferimento diretto di un dipendente pubblico da una amministrazione a un'altra, in assenza di disposizioni speciali contrarie, deve essere preservato il trattamento economico complessivo già in godimento, anche se superiore a quello previsto presso l'amministrazione di destinazione.
  • Il divieto di reformatio in peius opera sul trattamento economico considerato nella sua globalità e non su ciascuna singola voce retributiva: il riassorbimento riguarda i miglioramenti successivi del trattamento complessivo e non la soppressione di componenti isolate del salario acquisito.
  • Le voci retributive aventi carattere di generalità, fissa e continuativa, se già comprese nel trattamento del dipendente trasferito, devono essere incluse nell'assegno ad personam riassorbibile quando il passaggio ad altra amministrazione comporti un diverso inquadramento economico.
  • Nel lavoro pubblico, il passaggio tra amministrazioni diverse va letto in coerenza con il principio di continuità del rapporto e con l'esigenza di evitare un peggioramento ingiustificato del trattamento economico del lavoratore trasferito.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRTrasferimento d'azienda
RamiLavoro
IstitutiBuona fede e correttezzaOnere della prova

Testo integrale

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