Cassazione Penale, Sentenza n. 8337/2024 del 27/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 19/10/2023 del Tribunale di L'Aquila con due motivi principali: 1) violazione di legge (art. 273 cod. proc. pen. in relazione all'art. 416-bis.1 cod. pen.), sostenendo che l'aggravante dell'agevolazione mafiosa era stata contestata senza specificazione di una condotta concreta di favore al clan Libergolis, basandosi soltanto su rapporti di conoscenza (in particolare con Angelo Tarantino) e su intercettazioni prive di chiari riferimenti all'attività mafiosa; 2) violazione dell'art. 16, comma 1, cod. proc. pen., deducendo l'incompetenza territoriale del Tribunale di L'Aquila a favore del Tribunale di Foggia poiché il reato più grave (autoriciclaggio, capo 75) sarebbe stato consumato a Cerignola e collegato all'attività aziendale locale, con la conseguente necessità di valutare la competenza distrettuale diversa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla configurazione dell'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 cod. pen., rilevando che il giudice del riesame aveva motivato in modo contraddittorio e aveva indicato elementi privi di pertinenza e di capacità dimostrativa in relazione alla finalità di agevolazione mafiosa; ha disposto il rinvio al Tribunale di L'Aquila per un nuovo giudizio specifico su quella aggravante affinché venga valutata correttamente la sussistenza dei gravi indizi e data adeguata motivazione. Il secondo motivo (competenza territoriale) è stato invece rigettato: la Corte ha confermato che la competenza del giudice distrettuale è stata correttamente valutata e che la giurisprudenza richiamata dal ricorrente non era pertinente. Il resto del ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
La norma aggravante richiede un'azione preordinata ad agevolare l'organizzazione mafiosa; non è necessario dimostrare il consolidamento del sodalizio, ma deve emergere un collegamento finalistico concreto tra la condotta e un'attività esterna dell'associazione. La Corte ha ritenuto che, nella specie, gli elementi indicati dal giudice del riesame non hanno offerto tale collegamento.
Richiamata per delimitare il concetto di finalità e attività tipiche dell'associazione mafiosa; la Corte osserva che l'aggravante richiamata integra una valutazione finalistica rispetto alle attività esterne dell'associazione.
Richiamato dal ricorrente nella censura sulla violazione di legge in relazione alla qualificazione dell'aggravante; la Corte ha valutato la correttezza della motivazione e l'idoneità degli indizi a costituire gravi indizi di colpevolezza rispetto all'aggravante.
art. 16, comma 1, cod. proc. pen.
Norma sulla competenza territoriale: il ricorrente sosteneva incompetenza del Tribunale di L'Aquila. La Corte ha ritenuto infondato il motivo, confermando la corretta applicazione dei criteri di competenza.
art. 51, comma terzo bis, cod. proc. pen.
Richiamata in relazione al principio per cui il giudice per le indagini preliminari distrettuale resta competente quando l'aggravante di tipo mafioso è stata inclusa nella notizia di reato, anche se poi ritenuta insussistente in fase cautelare; la Corte ha applicato tale principio per confermare la competenza del Tribunale di L'Aquila.
art. 7 D.L. n.152/1991 (oggi art. 416-bis.1 cod. pen.)
Riferimento storico alla normativa sull'aggravante di agevolazione mafiosa; la Corte ha richiamato la corrispondenza normativa per argomentare la questione di competenza.
art. 309, comma 7, cod. proc. pen.
Norma richiamata per il rinvio deciso dalla Corte: disposizione che disciplina la competenza per il nuovo giudizio al giudice a cui la decisione viene rimessa.
Massime di principio
- L'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 cod. pen. richiede proof di un collegamento finalistico concreto: semplici rapporti di conoscenza o interazioni sociali non bastano a fondare l'aggravante se non è dimostrato come la condotta abbia effettivamente agevolato l'organizzazione mafiosa.
- In sede cautelare la valutazione dei "gravi indizi" deve essere motivata in modo non contraddittorio e su elementi pertinenti rispetto alla finalità di agevolazione mafiosa; indizi vaghi o non attinenti possono determinare l'annullamento e il rinvio per nuova valutazione.
- La competenza territoriale distrettuale può perdurare quando la notizia di reato originaria conteneva l'aggravante mafiosa, anche se poi questa è stata ritenuta insussistente nella valutazione cautelare, salvo ipotesi di riqualificazione sostanziale dei fatti che modifichi la natura del procedimento.
- Nei ricorsi per cassazione è possibile ottenere una pronuncia parziale: la Corte può annullare solo la parte della decisione viziata (qui l'aggravante) e rinviare il resto al giudice di merito, mentre altre censure possono essere dichiarate infondate o inammissibili.
- Per prevenire annullamenti, il giudice di merito deve esplicitare la pertinenza e la capacità dimostrativa degli elementi indicati a sostegno di aggravanti delicate come quella mafiosa, distinguendo chiaramente fra probabilità indiziaria e mera contiguità sociale.
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