Cassazione Penale, Sentenza n. 8310/2024 del 27/02/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva parzialmente riformato la sentenza di 1° grado rideterminando le pene con concessione delle circostanze attenuanti generiche. Le censure in Cassazione riguardano, in sintesi: carenza e illogicità della motivazione in relazione all'art. 452-quaterdecies (gestione illecita di rifiuti e nozione di rifiuto); richiesta di valutazione specifica dopo esclusione dell'aggravante transnazionalità; contestazione della qualificazione come rifiuto dei rottami e dell'onere della prova; deduzioni sulla presunta illegittimità costituzionale e applicazione dell'art. 452-decies (attenuante/ravvedimento); mancanza di motivazione o prova relativamente ai reati di riciclaggio (art. 648-ter.1), associazione per delinquere (art. 416), autoriciclaggio e dichiarazione fraudolenta (art. 2 d.lgs. n.74/2000); specifiche doglianze per Velotti circa l'assenza di dolo e il suo ruolo meramente materiale, nonché inversione dell'onere della prova.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché manifestamente infondati e per difetto di specificità. Il Collegio ha ritenuto che i motivi riproducessero pedissequamente le censure già svolte in appello senza un confronto puntuale con la motivazione della Corte d'appello (vizio di aspecificità), che la decisione di appello è coerente con quella di primo grado ('doppia conforme') e che la motivazione di merito è logica, documentata e non affetta da manifesta illogicità. È stata dichiarata altresì manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale dell'art. 452-decies. La Suprema Corte ha ribadito principi di diritto relativi alla nozione di rifiuto, all'autoriciclaggio e alla dichiarazione fraudolenta e ha confermato l'ammissibilità delle valutazioni probatorie di merito svolte dalla Corte d'appello.
Norme richiamate
art. 452-quaterdecies cod. pen.
La Corte ha ritenuto che, sulla base della documentazione e degli elementi obiettivi, il materiale in questione aveva natura di rifiuto e che la gestione abusiva contestata era adeguatamente motivata
art. 452-decies cod. pen.
Norma che disciplina una circostanza attenuante collegata a comportamenti riparatori (ravvedimento); la Corte ha ritenuto non applicabile tale attenuante ai fatti in esame e ha respinto la questione di illegittimità costituzionale come manifestamente infondata
art. 648-ter, comma 1, cod. pen.
Riferimento al riciclaggio: la Corte ha confermato che operazioni bancarie, fatturazioni fittizie e trasferimenti possono integrare la fattispecie e che il giudice di merito ha adeguatamente valutato gli elementi a sostegno
art. 416 cod. pen.
Associazione per delinquere: la Corte ha ritenuto provata l'esistenza di un gruppo organizzato con ruoli e compiti distinti, in base a documentazione e captazioni, e ha giudicato adeguata la motivazione sulla sussistenza del pactum sceleris
art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000
Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture/ documenti inesistenti: la Corte ha richiamato che il reato sussiste sia in caso di inesistenza oggettiva sia soggettiva delle operazioni, e anche la sovrafatturazione o discrepanze documentali sono perseguibili
art. 591, comma 1, lett. c) c.p.p.
Norma processuale richiamata in tema di inammissibilità per difetto di specificità dei motivi; la Corte ha ribadito l'onere di confrontare puntualmente le argomentazioni della decisione impugnata
art. 3 e art. 27 Cost.
Citate nella doglianza di illegittimità costituzionale; la Corte ha ritenuto la questione generica e manifestamente infondata, confermando la legittimità della differenziazione sanzionatoria operata dal legislatore
Giurisprudenza delle Sezioni Unite (principio della "doppia conforme")
Principio secondo cui, se sentenze di primo e secondo grado sono conformi, il giudice di appello non è tenuto a ripetere analisi esaustive; in presenza di doppia conforme la Cassazione non ammette rivalutazioni alternative dei fatti non fondate su vizio di motivazione manifesto
Massime di principio
- I motivi di ricorso devono essere specifici: non è ammessa in Cassazione una semplice riproposizione delle argomentazioni già svolte in appello o una mera richiesta di diversa valutazione del merito
- Se primo e secondo grado concordano ("doppia conforme"), la Corte d'appello può fare riferimento alla motivazione di primo grado e non è obbligata a riesaminare analiticamente ogni singola prova
- Le questioni di legittimità costituzionale devono essere sollevate con argomentazioni concrete e non generiche; altrimenti sono dichiarate manifestamente infondate o inammissibili
- L'onere della prova resta in capo all'accusa: tuttavia le difese non possono limitarsi a contestazioni generiche quando il giudice di merito ha motivato in modo logico e documentale
- In materia di rifiuti, la qualificazione come "rifiuto" può essere ricavata anche da elementi oggettivi e documentali che dimostrino l'assenza di una reale attività di recupero e la falsità della documentazione
- Il reato di autoriciclaggio e quello di riciclaggio possono essere integrati da operazioni bancarie, trasferimenti e fatturazioni fittizie che ostacolano l'individuazione della provenienza illecita
- La dichiarazione fraudolenta sussiste sia in caso di inesistenza oggettiva delle operazioni sia in caso di inesistenza soggettiva o sovrafatturazione: è rilevante la discrepanza tra realtà commerciale e documentazione fiscale
- Quando la motivazione di merito è articolata, documentata e coerente, la Cassazione respinge censure che prospettano semplicemente una lettura alternativa dei fatti
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