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Sentenza

Sentenza n. 1050/2026 - Ancona, Sezione 1

per l'annullamento - della concessione demaniale relativa ad un’area demaniale di mq 280 situati sulla sponda sinistra del fiume Esino nel Comune di Maiolati Spontini in corrispondenza del foglio catastale n. 10 map.li 52, 101 e 789 e del provvedimento conclusivo adottato ai sensi degli artt. 7 e 6 della L. 241/90 dal Comune di Maiolati Spontini in data 13/10/2020; - del decreto del dirigente della P.F. Tutela del Territorio di Ancona e Gestione del Patrimonio –Regione Marche n. 460 del 29 ottobre 2020; - del contratto per la concessione demaniale prot. n. 1304 del 10/11/2020 stipulato fra la Regione Marche e la sig.ra Brutti Orietta; - nonché di ogni altro presupposto, conseguenziale e comunque connesso, ancorché non conosciuto, ivi compreso il nulla osta rilasciato dalla Regione Marche prot. n. 868293/2020 3 del 7/8/2020.

Giustizia amministrativa202100476

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Concessione demaniale relativa a un’area di 280 mq sulla sponda sinistra del fiume Esino, nonché gli atti comunali e regionali presupposti, il decreto regionale e il contratto di concessione stipulato con la controinteressata

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni concedenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la concessione demaniale e gli atti connessi sostenendo che la controinteressata avesse ottenuto illegittimamente la disponibilità dell’area demaniale destinata a servire il proprio esercizio commerciale. La controversia riguardava, in concreto, il passaggio sui fondi della ricorrente degli avventori del bar diretto dalla concessionaria, diretti alla spiaggia antistante. La controinteressata ha eccepito l’irricevibilità del ricorso e, comunque, l’infondatezza dell’impugnativa. Prima dell’udienza, la ricorrente ha dichiarato di avere ormai perduto l’interesse alla decisione, chiedendo la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della richiesta formulata dalla ricorrente nelle note depositate il 25 giugno 2026. Non sono stati esaminati né l’eccezione di irricevibilità né i motivi di illegittimità della concessione e degli atti presupposti, poiché la sopravvenuta perdita dell’interesse rendeva inutile una pronuncia sul merito. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell’esito del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione allo svolgimento dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato; il testo non gli attribuisce uno specifico rilievo nella decisione sull’improcedibilità.

  • artt. 7 e 6 l. 241/1990

    Richiamati nell’epigrafe con riferimento al provvedimento conclusivo comunale impugnato; il giudice non ne esamina l’applicazione nel merito.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara e chiede di far rilevare la sopravvenuta perdita dell’interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame dei motivi di illegittimità e delle eccezioni di merito o di rito non aventi carattere pregiudiziale.
  • La sopravvenuta carenza di interesse consente di definire il giudizio senza una pronuncia sul merito dell’impugnazione; la regolazione delle spese può essere effettuata mediante compensazione in ragione dell’esito del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali idriche, lacuali e portualiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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