Cassazione Civile, Ordinanza n. 17576/2025 del 30/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La lite riguarda un avviso di accertamento per IRES e IVA relativo all'anno d'imposta 2010 emesso nei confronti di un soggetto indicato come legale rappresentante di un'associazione sportiva dilettantistica non riconosciuta, in relazione a violazioni fiscali contestate all'ente. La Commissione di primo grado aveva rigettato il ricorso del contribuente; la CTR della Sicilia aveva invece accolto l'appello, ritenendo decisivo che, nell'anno oggetto di accertamento, il soggetto non fosse più rappresentante legale né titolare di cariche sociali e non avesse svolto attività in nome e per conto dell'associazione. L'Agenzia delle Entrate ricorreva per cassazione denunciando violazione e falsa applicazione dell'art. 38 c.c., sostenendo che, in materia tributaria, la responsabilità solidale del rappresentante di associazione non riconosciuta non dipende dalla sola ingerenza nella pregressa gestione, ma anche dal corretto adempimento degli obblighi fiscali e dall'eventuale compimento delle verifiche e rettifiche dovute, specie in presenza di avvicendamento nella carica. Sottolineava inoltre che l'associazione aveva fruito del regime fiscale agevolato di cui alla L. n. 398 del 1991 ma non aveva tenuto la contabilità prescritta e non aveva redatto i documenti contabili richiesti.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato l'unico motivo di ricorso. Ha ribadito che, in tema di associazioni non riconosciute, ai fini tributari la responsabilità personale e solidale del legale rappresentante non si esaurisce nella verifica della sua formale carica o della sua concreta ingerenza nella gestione, ma richiede di accertare anche se egli abbia adempiuto agli obblighi fiscali che su di lui incombono, compresa la presentazione di dichiarazioni corrette, le eventuali rettifiche e gli ulteriori adempimenti necessari a regolarizzare la posizione fiscale dell'ente. Per questo motivo la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia, che dovrà riesaminare la controversia applicando tali principi e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
nelle associazioni non riconosciute la responsabilità personale e solidale di chi agisce in nome e per conto dell'ente, in ambito tributario, non è collegata solo alla mera titolarità formale della rappresentanza o all'attività negoziale svolta, ma richiede di considerare anche gli obblighi fiscali gravanti sul rappresentante e il loro corretto adempimento
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
costituisce il vizio denunciato in cassazione per violazione e falsa applicazione di legge
richiamata come regime fiscale agevolato di cui l'associazione aveva optato, con conseguente rilevanza degli obblighi contabili previsti
art. 13378 del 2016
richiamata con riferimento ai termini per la presentazione della dichiarazione integrativa e alla possibilità di emenda delle dichiarazioni fiscali con dati inesatti
Massime di principio
- In tema di associazioni non riconosciute, la responsabilità personale e solidale del rappresentante, quando l'obbligazione è tributaria, non va verificata solo alla luce della formale investitura o della concreta ingerenza nella gestione, ma anche rispetto ai doveri fiscali che la legge pone a suo carico.
- Per i debiti d'imposta, sorti ex lege e non da rapporti negoziali, il giudice deve accertare se il soggetto investito della carica abbia curato la regolare tenuta degli adempimenti tributari, inclusa la presentazione di dichiarazioni fedeli e, se necessario, la loro rettifica.
- Nel caso di avvicendamento nella carica di rappresentante di un'associazione non riconosciuta, il subentrante non può essere automaticamente escluso dalla responsabilità fiscale per il solo fatto di non avere partecipato alla gestione precedente, se su di lui gravavano obblighi di controllo, dichiarazione, rettifica e pagamento delle imposte.
- La valutazione della responsabilità del legale rappresentante di un ente non riconosciuto in materia fiscale richiede un accertamento concreto degli adempimenti omessi e della posizione funzionale del soggetto nel periodo rilevante.
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