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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19887/2025 del 28/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione con due motivi: 1) violazione di legge per presunta errata qualificazione del fatto, deducendo che i fatti sarebbero stati inquadrati agli artt. 624 e 625 c.p. anziché all'art. 626 c.p.; 2) richiesta di dichiarazione di estinzione per prescrizione dei reati contestati.

La decisione

Primo motivo dichiarato inammissibile per genericità. Secondo motivo accolto limitatamente al reato di tentato furto aggravato (artt. 56, 624, 625, comma 1, n.2 c.p.): il reato commesso il 6/08/2013 si è estinto per prescrizione (termine spirato il 15/05/2022 tenendo conto della recidiva, delle interruzioni e della sospensione di 98 giorni), pertanto la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per quella fattispecie ed ha eliminato la pena già riconosciuta (2 mesi reclusione e 20 euro di multa) ridotta per il rito abbreviato. Per il reato di furto aggravato commesso il 25/07/2013 la prescrizione non è spirata (termine di 12 anni considerati recidiva, interruzioni e sospensione di 98 giorni), pertanto la condanna è stata confermata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile nel resto.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma sulla fattispecie base del furto; applicata per qualificare i fatti come furto (e, con gli artt. seguenti, come furto aggravato) rispetto al tentativo di diversa riclassificazione. La Corte non ha ritenuto possibile esaminare il rilievo di riqualificazione per inammissibilità del motivo.

  • art. 625 cod. pen.

    Prevede le circostanze aggravanti del furto; la Corte ha confermato l'uso di tale norma per il reato di furto aggravato e per il calcolo della prescrizione, considerando la recidiva e le interruzioni.

  • art. 626 cod. pen.

    Norma indicata dal ricorrente quale corretta qualificazione alternativa; il motivo che lamentava errata qualificazione ex art. 626 è stato ritenuto patentemente generico e quindi inammissibile, per cui non è stata fatta una valutazione di merito su questa norma.

  • art. 56 cod. pen.

    Principio relativo al tentativo; applicato per qualificare il reato di tentato furto e per determinare il relativo termine di prescrizione adottato dalla Corte nel caso concreto.

  • art. 157 cod. pen.

    Norma sulla prescrizione: utilizzata per computare il termine prescrizionale del reato (tenendo conto di cause che ne aumentano la durata, come la recidiva).

  • art. 161 cod. pen.

    Norma sulle cause di sospensione o interruzione della prescrizione; la Corte ha tenuto conto dell'interruzione e di una sospensione di 98 giorni per il differimento dell'udienza richiesto dalla difesa nel calcolo del termine prescrizionale.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina i limiti di enunciazione dei motivi in cassazione; il ricorso è stato articolato nei limiti di tale disposizione.

Massime di principio

  • I motivi di cassazione devono essere specifici e non mere affermazioni assertive: l'assenza di argomentazione puntuale conduce all'inammissibilità.
  • La prescrizione va calcolata partendo dalla data di commissione del reato e tenendo conto di tutte le cause che ne modificano la durata (es. recidiva, interruzioni procedurali, sospensioni per rinvii su richiesta della difesa).
  • Il tentativo e il delitto consumato possono avere termini prescrizionali differenti; occorre applicare l'art. 56 c.p. per i tentativi nel calcolo della prescrizione.
  • Se la prescrizione è intervenuta per una determinata fattispecie, il giudice di legittimità può annullare senza rinvio la sentenza per quella sola fattispecie ed eliminare la pena relativa già computata.
  • Una richiesta difensiva fondata sulla riqualificazione della fattispecie richiede motivazione puntuale e specifica: se generica, la Cassazione non la esamina nel merito.
  • In caso di pluralità di reati unificati per continuazione, la prescrizione può colpire singole posizioni e determinare effetti parziali sulla sentenza complessiva; è importante valutare ciascun fatto singolarmente per la relativa estinzione.

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