Cassazione Penale, Sentenza n. 12024/2025 del 26/03/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Proto ha proposto ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. avverso la sentenza n. 1341/2023 della Corte di Cassazione che aveva annullato senza rinvio la sentenza di appello dichiarando l'estinzione del reato per prescrizione ma confermando la confisca di euro 85.000,00. Il ricorrente ha contestato che la confisca fosse "per equivalente" (cioè indiretta) e non diretta, sostenendo che, dovendo il reato essere estinto, la misura ablatoria avrebbe dovuto essere revocata
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché manifestamente infondato. Il Collegio ha ritenuto che non sussista un errore di fatto: la Corte di Cassazione aveva fatto riferimento alla qualificazione della confisca come diretta effettuata dalla Corte di appello e questa qualificazione non era stata censurata nel ricorso per cassazione. Pertanto la confisca di euro 85.000,00 è stata ritenuta legittima e non soggetta a revoca per l'intervenuta prescrizione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Disciplina il ricorso straordinario per errore di fatto avverso le decisioni della Corte di Cassazione; è ammesso quando sussiste un errore percettivo sugli atti interni che abbia influenzato la decisione
Prevede la confisca delle somme costituenti prezzo o profitto del reato; la sentenza impugnata ha confermato la confisca come misura diretta basata sulla natura della somma quale prezzo del reato
artt. 610 e 611 cod. proc. pen.
Regolano la celebrazione del procedimento con contraddittorio scritto e l'eventuale richiesta di trattazione orale; nel caso il giudizio si è svolto per scritto in assenza di domanda di trattazione orale
Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità o rigetto del ricorso
Norma richiamata in giurisprudenza per indicare che pronunce che decidono anche sugli effetti civili possono essere oggetto di impugnazioni o rimedi; il Collegio ha richiamato principi giurisprudenziali connessi all'impugnabilità delle statuizioni civili e di confisca
Massime di principio
- Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis è ammesso solo per vizi percettivi concreti (svista o equivoco) nella lettura degli atti interni, non per divergenze valutative o di diritto; se la causa dell'errore è valutativa, il rimedio è inammissibile
- Se la confisca è stata qualificata come "diretta" (es. prezzo del reato) e tale qualificazione non è stata specificamente censurata nei gradi precedenti o nel ricorso per cassazione, la misura ablatoria è destinata a rimanere confermata anche se il reato viene dichiarato estinto per prescrizione
- La revoca di una confisca "per equivalente" può essere fondata se si dimostra che la misura era indiretta e che l'estinzione del reato impedisce il mantenimento della misura, ma occorre che tale censura sia stata sollevata e motivata nei rimedi impugnatori: non è sufficiente una richiesta generica di revoca
- Chi intende proporre un ricorso per errore di fatto deve provarne la natura percettiva e l'effetto decisivo sulla decisione, depositare tempestivamente il ricorso entro i termini (180 giorni dall'atto impugnato) e assumere specifiche censure rispetto alle qualificazioni attribuite nei precedenti gradi
- In assenza di richiesta di trattazione orale il procedimento può svolgersi per contraddittorio scritto; in caso di inammissibilità del ricorso il ricorrente può essere condannato anche al versamento in favore della Cassa delle ammende
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