Cassazione Penale, Sentenza n. 27673/2024 del 11/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto negativo di competenza su procedimento penale (n. 267/2022 r.g.n.r.) nei confronti di Dario Cardinali, imputato per reati tra cui minacce (art. 612 c.p.), lesioni/percosse e altre fattispecie (artt. 531, 577, 582, 585 c.p.). Il Giudice di pace di Ferentino aveva trasmesso gli atti al Tribunale ritenendolo competente, mentre il Tribunale di Frosinone ha escluso la sussistenza del concorso formale di reati ai sensi dell'art. 6 d.lgs. n. 274/2000 e ha sollevato conflitto negativo, trasmettendo la questione alla Corte di legittimità.
La decisione
La Corte ha risolto il conflitto affermando la competenza per materia del Tribunale di Frosinone e ha disposto la trasmissione degli atti a detto Tribunale. La decisione si fonda sulla valutazione che le condotte contestate (minacce, percosse, lesioni) risultano riferibili alla medesima azione unitaria nello stesso contesto spazio-temporale (Anagni, 21 maggio 2022/2021 secondo le imputazioni), configurando la necessità di attribuire la cognizione al giudice superiore.
Norme richiamate
d.lgs. n. 274 del 2000, art. 6, comma 1
La connessione che determina la competenza del giudice superiore opera solo in caso di concorso formale di reati (più reati commessi con una sola azione od omissione) e solo se è possibile la riunione dei procedimenti; è criterio decisivo per l'attribuzione della competenza per materia.
codice di procedura penale, art. 12
Richiamato come normativa alternativa alla connessione: la Corte ricorda che l'operatività dell'attribuzione al giudice superiore è limitata al concorso formale e non si estende agli altri casi di connessione previsti dall'art. 12 c.p.p.
codice penale, art. 81, comma 2
Richiamato dalla giurisprudenza per distinguere il concorso formale (una sola azione che realizza più violazioni) dal perseguimento di un medesimo disegno criminoso con più azioni; la competenza per materia si determina solo nel primo caso.
artt. 531, 577, 582, 585, 612 codice penale
Fattispecie sostanziali contestate all'imputato (percosse, minacce, lesioni, ecc.); la valutazione della sovrapponibilità delle condotte e del contesto spazio-temporale ha influito sulla decisione di ritenere unitaria la condotta e attribuire la competenza al Tribunale superiore.
d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (conv. legge) e d.lgs. n. 150/2022, art. 94, comma 2
Richiamati in relazione alle modalità di intervento del Sostituto Procuratore generale e alla mancanza di richiesta di trattazione orale; contesto procedurale dell'intervento requirente.
Massime di principio
- Per attribuire la competenza al giudice superiore (Tribunale) è necessario il concorso formale di reati: più fattispecie devono derivare da una "sola azione od omissione"; se invece vi sono più azioni anche coordinate da un medesimo disegno criminoso, resta normalmente la competenza del giudice di grado inferiore.
- La determinazione della competenza si effettua principalmente in base alla formulazione dell'imputazione del pubblico ministero, salvo errori macroscopici e immediatamente percepibili nella contestazione.
- Quando le condotte contestate nei diversi procedimenti risultano sovrapponibili nello stesso contesto spazio-temporale e la descrizione delle azioni appare unitaria, ciò giustifica l'attribuzione della competenza al giudice superiore e la riunione dei procedimenti.
- Il sorgere di un conflitto negativo si verifica quando entrambi gli uffici (inferiore e superiore) si rifiutano contemporaneamente di esercitare la cognizione; la Corte di legittimità decide il conflitto valutando la natura unitaria o plurima delle azioni contestate.
- In caso di dubbio, è essenziale confrontare attentamente le descrizioni dei fatti (luogo, data, modalità, destinatari delle condotte) nei diversi capi di imputazione per verificare se effettivamente ricorrano gli elementi del concorso formale richiesto dall'art. 6 d.lgs. n. 274/2000.
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