Cassazione Penale, Ordinanza n. 24796/2025 del 07/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello di Palermo che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale per il delitto di furto in abitazione. Il ricorso deduceva violazione di legge quanto al riconoscimento della responsabilità per il reato di cui all'art. 624-bis c.p., contestando sostanzialmente l'affermazione di colpevolezza. La Corte ha ritenuto che la censura mirasse in realtà a sollecitare una rivalutazione del merito e delle risultanze probatorie, attività preclusa in sede di legittimità. Nel corpo della decisione si richiama inoltre il valore probatorio dell'esito delle indagini dattiloscopiche, ritenuto idoneo a fondare da solo il giudizio di responsabilità in mancanza di giustificazioni o prova contraria sulla presenza dell'imputato nel luogo del reato.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il motivo non fosse consentito perché diretto, in sostanza, a contestare la valutazione di merito già compiuta dai giudici di primo e secondo grado, i quali avevano motivato in modo логicamente corretto la condanna. È stata quindi confermata la sentenza di appello, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma incriminatrice del furto in abitazione, richiamata quale titolo di reato oggetto della condanna confermata nei gradi di merito.
Base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile.
Massime di principio
- In sede di legittimità non è consentito alla Corte di cassazione sovrapporre una propria valutazione delle risultanze processuali a quella compiuta dai giudici di merito.
- È inammissibile il motivo di ricorso che, sotto la formale deduzione di violazione di legge, miri in realtà a una rivalutazione del fatto e della prova.
- Il risultato delle indagini dattiloscopiche può costituire, da solo, fonte di prova pienamente attendibile anche se riferito all'impronta di un solo dito, purché siano individuati almeno sedici o diciassette punti caratteristici coincidenti per forma e posizione.
- In assenza di giustificazioni alternative o di prova contraria sulla presenza dell'imputato nel luogo del reato, l'esito positivo dell'accertamento dattiloscopico può legittimamente fondare il giudizio di colpevolezza.
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