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Cassazione Civile, Ordinanza n. 03932/2026 del 22/02/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (impresa in crisi)

La controversia

La controversia nasce da un'azione revocatoria fallimentare proposta dalla procedura di amministrazione straordinaria di una compagnia aerea per ottenere la dichiarazione di inefficacia, verso i creditori, di otto pagamenti effettuati nel 2012 in favore della fornitrice di servizi. Il tribunale aveva accolto la domanda, ritenendo revocabili i pagamenti e condannando la convenuta alla restituzione delle somme. In appello, invece, la Corte territoriale aveva escluso l'operatività dell'esenzione di cui all'art. 67, comma 3, lett. a, l. fall. perché i pagamenti erano stati eseguiti con ritardi, reiterati solleciti e piani di rientro, dunque fuori dalle normali relazioni commerciali; ma aveva poi ritenuto non provata la scientia decoctionis in capo all'accipiens, valorizzando la modesta dimensione della società, l'assenza di pubblicità dei procedimenti monitori, la mancata sospensione della licenza ENAC e l'inidoneità degli altri indici esterni a dimostrare la conoscenza dello stato di insolvenza. La ricorrente ha denunciato, con i primi due motivi, omesso esame di fatti decisivi e contraddittorietà/incongruenza logico-motivazionale: gli stessi fatti utilizzati per negare l'esenzione avrebbero dovuto condurre, secondo la prospettazione, a riconoscere la scientia decoctionis; con il terzo motivo ha lamentato la falsa applicazione degli artt. 2727 e 2729 c.c. per la valutazione atomistica degli indizi e per il rilievo attribuito alla mancata revoca/sospensione della licenza di volo.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto i primi due motivi di ricorso, assorbendo il terzo. Ha ritenuto che la motivazione della sentenza impugnata fosse internamente contraddittoria e, sulla questione della scientia decoctionis, sostanzialmente apparente: gli stessi fatti storici valorizzati per escludere l'esenzione revocatoria ex art. 67, comma 3, lett. a, l. fall. erano stati poi incoerentemente trascurati o neutralizzati nella diversa valutazione del requisito soggettivo dell'azione revocatoria. Ne è seguita la cassazione della sentenza con rinvio alla Corte di appello, affinché proceda a un nuovo esame della vicenda processuale e rivaluti in modo coerente il quadro indiziario e la motivazione sul punto.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Consente di censurare l'omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti, ma la doglianza è stata accolta soprattutto per la contraddittorietà della motivazione sul fatto decisivo relativo alla scientia decoctionis.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    Richiamato in via alternativa per dedurre il vizio di motivazione insanabilmente contraddittoria e il contrasto tra motivazione e dispositivo.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Richiamato per la censura di violazione e falsa applicazione degli artt. 2727 e 2729 c.c. in tema di presunzioni semplici.

  • art. 2727 c.c.

    La Corte richiama il tema dell'uso delle presunzioni semplici per accertare la conoscenza dello stato di insolvenza, ma il relativo motivo è stato assorbito.

  • art. 2729 c.c.

    Richiamato in relazione alla valutazione complessiva, e non atomistica, degli indici presuntivi della scientia decoctionis; motivo assorbito.

  • art. 67, comma 3, lett. a, l. fall.

    Norma sull'esenzione da revocatoria dei pagamenti eseguiti nei termini d'uso; la Corte di merito l'aveva esclusa perché i pagamenti erano irregolari e fuori dalle normali relazioni commerciali.

  • art. 166 c.p.c.

    Richiamato dalla Corte di merito per ritenere tardiva l'eccezione di esenzione, essendo stata proposta oltre i termini di costituzione del convenuto.

  • Regolamento (CE) n. 1008/2008

    Richiamato dalla Corte di merito in relazione alla mancata sospensione o revoca della licenza di esercizio del vettore aereo, elemento ritenuto significativo ai fini della percepibilità esterna della decozione.

  • artt. 5, 8 e 9, comma 1, Regolamento (CE) n. 1008/2008

    Richiamati dalla Corte di merito per affermare che, in presenza dei presupposti indicati dal regolamento, la licenza avrebbe dovuto essere sospesa o revocata; la mancata adozione del provvedimento è stata valorizzata come indice contrario alla decozione percepibile.

Massime di principio

  • Nell'azione revocatoria fallimentare, il giudice deve valutare in modo coerente e unitario i medesimi fatti storici sia ai fini dell'eventuale esenzione di legge sia ai fini dell'accertamento della scientia decoctionis: non è логicamente consentito utilizzare gli stessi elementi per escludere l'esenzione e poi ignorarli o neutralizzarli quando si tratta del requisito soggettivo dell'accipiens.
  • La motivazione è censurabile quando presenti un insanabile cortocircuito logico interno sulla questione decisiva, fino a integrare una motivazione apparente, se le premesse fattuali accertate conducono necessariamente a una conclusione opposta rispetto a quella poi affermata.
  • Ai fini dell'accertamento della scientia decoctionis rilevano gli indici esterni del caso concreto, ma la loro valutazione deve essere complessiva e non atomistica; il giudice non può isolare alcuni elementi e trascurarne altri che, nel loro insieme, incidono sulla percepibilità dello stato di insolvenza.
  • La qualificazione dei pagamenti come irregolari, perché eseguiti con consistenti ritardi, dopo reiterati solleciti e in base a piani di rientro non rispettati, è un dato storico significativo sia per escludere l'esenzione dei pagamenti nei termini d'uso sia per supportare la valutazione della conoscenza dell'insolvenza da parte dell'accipiens.

Come è indicizzato

MaterieAzione revocatoriaImpugnazioniProve
RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civileObbligazioni
IstitutiOnere della provaGiudicato

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