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Cassazione Civile, Ordinanza n. 26553/2023 del 14/09/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Il lavoratore aveva adito il tribunale sostenendo che, a seguito del trasferimento dal precedente ente pubblico al MIUR con decorrenza 1 gennaio 2000 e del conseguente inquadramento nel personale A.T.A., non gli era stata riconosciuta l'anzianità maturata presso l'ente di provenienza. Chiedeva quindi la ricostruzione della carriera economica tenendo conto di tale anzianità e l'accertamento dell'illegittimità della richiesta di restituzione delle somme avanzata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Deduceva, in ricorso per cassazione, la violazione dell'art. 6 CEDU e dell'art. 1 Protocollo n. 1 CEDU, assumendo che la normativa interna applicata (art. 1, comma 218, L. 266/2005, interpretativa dell'art. 8 L. 124/1999) fosse illegittima alla luce della giurisprudenza della Corte EDU e che l'art. 8 L. 124/1999 garantisse il riconoscimento dell'anzianità maturata presso l'ente di provenienza.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile la doglianza fondata sul contrasto con la CEDU, perché il giudice comune non può disapplicare la norma interna ma deve eventualmente sollevare questione di legittimità costituzionale; ha inoltre richiamato l'orientamento consolidato della Corte costituzionale che aveva escluso l'illegittimità dell'art. 1, comma 218, L. 266/2005. Quanto al merito della pretesa, la Corte ha ribadito i principi affermati dalla CGUE nella causa Scattolon: nei trasferimenti di personale tra pubbliche amministrazioni rileva solo un peggioramento retributivo sostanziale e globale, da valutarsi al momento del trasferimento, rispetto alla precedente posizione del lavoratore; il giudice di merito aveva già accertato in fatto l'assenza di un simile peggioramento, escludendo che una differenza marginale imponesse il riconoscimento richiesto. La Corte ha anche richiamato la regola dell'estinzione del precedente giudizio per mancata riassunzione dopo cassazione con rinvio, ai sensi dell'art. 393 c.p.c., come ulteriore elemento ostativo alla pretesa. Condanna del ricorrente alle spese e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 6 CEDU

    Non consente al giudice comune di disapplicare direttamente la norma interna contrastante con la Convenzione; il possibile contrasto va veicolato tramite questione di legittimità costituzionale ex art. 117 Cost.

  • art. 1 Protocollo n. 1 CEDU

    Richiamato dal ricorrente come parametro convenzionale, ma non ritenuto idoneo a fondare la disapplicazione della norma interna.

  • art. 8 L. 124/1999

    Norma di riferimento sul passaggio di personale dagli enti locali allo Stato; interpretata alla luce del diritto dell'Unione, non nel senso di consentire un aumento retributivo automatico, ma di evitare un peggioramento sostanziale della posizione del lavoratore trasferito.

  • art. 1, comma 218, L. 266/2005

    Norma di interpretazione autentica dell'art. 8 L. 124/1999; la Corte richiama il consolidato orientamento che ne ha escluso l'illegittimità costituzionale e ne conferma l'applicazione secondo l'interpretazione conforme al diritto UE.

  • art. 117 Cost.

    È il parametro costituzionale attraverso cui si denuncia l'eventuale contrasto tra norma interna e CEDU; non consente al giudice comune la disapplicazione diretta della legge interna.

  • art. 11 Cost.

    Richiamato quale base del primato e dell'immediata applicazione del diritto dell'Unione europea direttamente efficace.

  • art. 393 c.p.c.

    La mancata riassunzione del giudizio di rinvio determina l'estinzione dell'intero processo, con caducazione delle attività svolte, salvo il principio di diritto enunciato dalla Cassazione.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    Richiamato per il rinvio alla motivazione di precedenti conformi.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    Fondamento della statuizione sull'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • In caso di contrasto tra una norma interna e la CEDU, il giudice comune non può disapplicare direttamente la legge interna, ma deve eventualmente sollevare questione di legittimità costituzionale per violazione dell'art. 117 Cost.
  • Nel trasferimento di personale tra pubbliche amministrazioni, la tutela unionale mira a impedire che il lavoratore sia collocato, per il solo fatto del trasferimento, in una posizione retributiva complessivamente e sostanzialmente deteriore rispetto a quella immediatamente precedente; non attribuisce invece un diritto al miglioramento del trattamento economico.
  • La comparazione richiesta dalla giurisprudenza unionale va effettuata in termini globali e al momento del trasferimento, non con riferimento a singoli istituti contrattuali isolati né confrontando il lavoratore trasferito con i dipendenti già in servizio presso l'amministrazione cessionaria.
  • L'accertamento della sussistenza di un peggioramento retributivo sostanziale è apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito e non è censurabile in cassazione se non nei limiti del vizio dedotto e ammissibile.
  • La mancata riassunzione del giudizio di rinvio determina l'estinzione dell'intero processo e fa cadere le attività compiute, restando fermo soltanto il principio di diritto enunciato dalla Corte di cassazione.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimento d'aziendaImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civileInternazionale privato
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicatoPrimato del diritto dell'Unione europeaTutela del legittimo affidamento

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