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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 535/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Giuliani, gestore della discoteca Zig Zag, è stato condannato dal Tribunale di Grosseto per il reato previsto dall'art. 650 c.p. per avere violato un'ordinanza del Sindaco di Monte Argentario che sospendeva le attività notturne di diffusione musicale fino alla taratura dell'impianto in modo da rispettare i limiti di legge. Ha impugnato la sentenza con due motivi: 1) violazione di legge in relazione all'art. 650 c.p., sostenendo che la clausola di sussidiarietà avrebbe escluso la rilevanza penale della condotta quando la materia è disciplinata da sanzioni amministrative; 2) violazione delle norme del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (artt. 50, commi 7-bis e 7-bis.1), deducendo che l'ordinanza sindacale era stata emanata dal sindaco quale rappresentante della comunità locale e non quale ufficiale di governo e che la sua inosservanza è punita amministrativamente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati entrambi i motivi: la norma di riferimento dell'art. 650 c.p. non è operativa quando l'inosservanza di un'ordinanza sindacale attua una disciplina già sanzionata da norme amministrative, ma nel caso concreto l'ordinanza vietava la prosecuzione notturna dell'attività di diffusione musicale per ragioni di ordine pubblico e igiene in quanto provvedimento contingibile e urgente emanato dal sindaco nella funzione di ufficiale di governo ai sensi dell'art. 54 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267; tale ordinanza non prevedeva una sanzione amministrativa per la sua violazione, per cui correttamente il giudice di merito aveva ritenuto integrato il reato di cui all'art. 650 c.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 650 cod. pen.

    La Corte ribadisce che l'art. 650 c.p. si applica quando l'inosservanza riguarda ordinanze contingibili e urgenti adottate in assenza di una specifica disciplina sanzionatoria alternativa; non si applica se la violazione è già prevista e sanzionata da norme amministrative settoriali.

  • d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, art. 54, commi 4 e 6

    Il sindaco, in quanto ufficiale di governo, può emanare ordinanze contingibili e urgenti per motivi di ordine pubblico e igiene; ordinanze di questo tipo possono integrare, se la violazione non è diversamente sanzionata, la fattispecie penale prevista dall'art. 650 c.p.

  • d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, artt. 50, comma 7-bis e 7-bis.1

    Richiamate dal ricorrente per sostenere la natura amministrativa della sanzione; la Corte distingue però tra ordinanze emanate quale applicazione di norme previste dal TUEL e ordinanze contingibili e urgenti ex art. 54, ritenendo che nel caso di specie si tratti della seconda ipotesi.

  • d.p.c.m. 14 novembre 1997 e legge n. 447/1995 art. 10, comma 2

    Riferimenti alla disciplina dei limiti di emissione e immissione sonora: la Corte osserva che quando un'ordinanza si limita a dare applicazione a tali limiti previsti da norme specifiche la sanzione è generalmente amministrativa; nel caso esaminato invece l'ordinanza imponeva la sospensione per motivi contingibili e urgenti, diversa funzione rispetto all'applicazione diretta dei limiti normativi.

Massime di principio

  • La violazione di un'ordinanza sindacale integra il reato di cui all'art. 650 c.p. solo se l'ordinanza è contingibile e urgente e non è coperta da una specifica sanzione amministrativa prevista da altra norma.
  • Occorre verificare la qualifica dell'atto sindacale: se emanato dal sindaco in funzione di ufficiale di governo ai sensi dell'art. 54 TUEL, l'ordinanza può avere natura di provvedimento urgente e ingiuntivo la cui inosservanza può comportare responsabilità penale.
  • Se l'ordinanza si limita ad applicare o a dare esecuzione a disposizioni legislative o regolamentari che prevedono autonome sanzioni amministrative, prevale la via amministrativa e l'art. 650 c.p. non trova applicazione per effetto della clausola di sussidiarietà.
  • In situazioni similari è fondamentale accertare se il provvedimento contenga un divieto/obbligo emergenziale non già previsto dalla normativa settoriale: in tal caso il ricorso alla fattispecie penale può essere legittimo.
  • Per chi viene contestata l'inosservanza è opportuno valutare tempestivamente la natura giuridica dell'ordinanza (applicativa di legge vs provvedimento contingibile e urgente) e sollevare eventuali eccezioni di illegittimità o chiedere vie amministrative per rimuovere la misura prima di incorrere in responsabilità penali.

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