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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 01121/2026 del 13/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato il loro riesame avverso il decreto di sequestro preventivo (somma complessiva di € 406.500,00) disposto dal G.I.P. del Tribunale di Nola; contestano la mancanza o mera apparente motivazione in ordine al fumus commissi delicti (riciclaggio per € 374.695,00 e ricettazione per € 31.805,00) e del periculum in mora. In particolare deducono che: il solo possesso del denaro non è idoneo a fondare il riciclaggio senza riscontri investigativi su un reato presupposto; le dichiarazioni rese agli operanti non sono attendibili per possibile barriera linguistica; le modalità del ritrovamento (banconote visibili, assenza di strumenti tipici per spaccio) e gli elementi sequestrati (macchinette contasoldi, appunti in arabo, banconote tagliate) non giustificherebbero l'inferenza di provenienza delittuosa; infine il decreto di sequestro sarebbe privo di motivazione sul pericolo di dispersione del denaro e il Tribunale di Napoli non potrebbe integrare motivazioni assenti nel provvedimento genetico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che la motivazione del Tribunale di Napoli non fosse mancante né meramente apparente: il riesame ha compiuto una valutazione sommaria del fumus limitata alla congruità degli elementi esposti (dichiarazioni spontanee, macchinette contasoldi, appunti contabili, banconote false) e ha individuato un collegamento logico con ambienti criminali e con la provenienza delittuosa del denaro. Sul periculum in mora la Corte ha ritenuto presente una motivazione, seppur sintetica, nel provvedimento originario e legittimamente integrata dal Tribunale di Napoli ai sensi degli artt. 324, comma 7 e 309, comma 9 c.p.p.; la motivazione fornita sul rischio di dispersione è stata ritenuta sufficiente. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616, comma 1 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 325 c.p.p.

    Il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge; la nozione comprende la mancanza assoluta di motivazione o la motivazione meramente apparente.

  • art. 606 c.p.p. (lett. e)

    La manifestità dell'illogicità è rimessa al motivo specifico di cui alla lett. e) dell'art. 606 e non può essere evocata impropriamente come violazione di legge ai sensi dell'art. 325.

  • art. 321, comma 2 c.p.p.

    Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede la concisa motivazione anche del periculum in mora, con riferimento alle ragioni per cui il bene potrebbe essere disperso, deteriorato o alienato nelle more del giudizio.

  • art. 240-bis c.p.

    Riferimento normativo sulla confiscabilità dei proventi di reato; il G.I.P. ha indicato la suscettibilità di confisca come motivo per l'adozione del sequestro.

  • art. 648 c.p. e art. 648-bis c.p.

    Per i reati contro il patrimonio con delitto presupposto (ricettazione/riciclaggio) è necessario individuare almeno la tipologia del reato presupposto; il mero possesso di denaro non basta: occorrono elementi significativi e congrui che colleghino la somma a un reato presupposto.

  • art. 324, comma 7 c.p.p. e art. 309, comma 9 c.p.p.

    Il Tribunale del riesame può integrare e completare la motivazione del provvedimento 'genetico' (G.I.P.), anche con argomentazioni ulteriori rispetto a quelle originarie.

  • art. 616, comma 1 c.p.p.

    Prevede la condanna alle spese per ricorso dichiarato inammissibile; applicata ai ricorrenti.

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite (richiamata: Ivanov, Bevilacqua, e altre pronunce)

    Principi consolidati: la verifica del riesame sulle misure reali è limitata a una valutazione sommaria del fumus; la nozione di violazione di legge comprende la mancanza o apparente motivazione; non si possono trasformare giudizi di merito in sindacato di legittimità.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti di sequestro è ammesso solo per violazione di legge; censure di logica manifestamente contraria devono essere formulate con il motivo specifico previsto dall'art. 606 c.p.p.
  • In sede di riesame il giudice effettua una valutazione sommaria del fumus commissi delicti: deve verificare la compatibilità tra gli elementi rappresentati e la fattispecie legale, senza decidere il merito o sostituirsi alle indagini.
  • Per reati che richiedono un delitto presupposto (es. riciclaggio/ricettazione) non basta il mero possesso di grosse somme: è necessario almeno individuare la tipologia del reato presupposto e offrire elementi concreti, significativi e congrui che colleghino il denaro al reato.
  • La motivazione del periculum in mora nel sequestro finalizzato alla confisca deve spiegare perché il bene potrebbe essere disperso, deteriorato, utilizzato o alienato; tuttavia una motivazione sintetica, se coerente e non meramente apparente, può essere sufficiente.
  • Il tribunale del riesame può integrare e completare la motivazione del provvedimento originario (G.I.P.), anche con argomentazioni aggiuntive, purché rispettose dei limiti del riesame sommario.
  • Elementi quali dichiarazioni spontanee attendibili (e rese in lingua comprensibile), presenza di strumenti di gestione di denaro, appunti contabili o banconote false possono, presi insieme, costituire indizi idonei a sostenere il fumus di provenienza delittuosa; la loro valutazione può essere sindacata solo nei limiti della tutela di legge.
  • La presunta barriera linguistica deve essere considerata se dagli atti risulta il dubbio sulla comprensione; se le dichiarazioni sono rese in italiano o documentate, la questione è meno persuasiva come motivo di invalidità delle dichiarazioni stesse.

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