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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 01070/2026 del 13/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. fondato sull'errore di fatto nella sentenza della Quinta Sezione della Cassazione che aveva ritenuto regolare la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini ex art. 415-bis c.p.p.. Il nodo centrale era la data di emissione dell'avviso e la sequenza temporale rispetto alla modifica dell'elezione di domicilio comunicata dall'indagato: la difesa contestava che l'avviso fosse stato emesso il 12 dicembre 2018 (dopo la modifica comunicata e ricevuta dalla Procura) e notificato irregolarmente al domicilio precedente, facendo valere la nullità della notifica e la tempestività dell'eccezione in sede di merito; la Cassazione aveva invece letto erroneamente le date (indicando 12 novembre 2018/2023 in più punti) e aveva rigettato il ricorso ordinario.

La decisione

Il ricorso straordinario è stato accolto. La Corte ha rilevato un errore percettivo della Quinta Sezione sulla data di emissione dell'avviso ex art. 415-bis c.p.p., che ha determinato una sbagliata ricostruzione della sequenza procedimentale. Accertato che: (i) prima elezione di domicilio 13/11/2018; (ii) modifica dell'elezione comunicata il 15/11/2018 e trasmessa alla Procura con ricezione il 23/11/2018; (iii) avviso emesso il 12/12/2018 e notificato il 10/01/2019 al domicilio del difensore, la Corte ha dichiarato la nullità della notifica dell'avviso e ha ritenuto tempestiva l'eccezione proposta in sede di merito. In applicazione della giurisprudenza che qualifica tale nullità come nullità generale a regime intermedio, la Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza del Tribunale e della Corte d'appello (28/05/2024) e ha revocato la sentenza n. 7398/2025 della Quinta Sezione; ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura per competenza ai sensi dell'art. 185, comma 3, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Consente il ricorso straordinario per errore di fatto alla Corte di cassazione; la Corte qui l'ha applicata per revocare la precedente decisione viziata da errore di percezione e adottare immediatamente il provvedimento correttivo.

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Disciplina l'avviso di conclusione delle indagini preliminari; la Corte ha valutato la regolarità della sua emissione e notificazione in rapporto alla tempestiva comunicazione della modifica di domicilio.

  • artt. 178, 179, 185 cod. proc. pen.

    Richiamati per le conseguenze della nullità: la nullità della notifica dell'avviso, una volta tempestivamente eccepita, comporta la nullità degli atti successivi (decreto di citazione a giudizio e atti giudiziari conseguenti) e legittima l'annullamento senza rinvio e la trasmissione degli atti alla Procura (art. 185, comma 3).

  • art. 491 cod. proc. pen.

    Menziionato come parametro del precedente orientamento (ora ritenuto superato in questa materia) che subordinava l'eccezione ad un termine di decadenza; la Corte ha però aderito all'orientamento che qualifica la nullità come generale a regime intermedio, opponibile fino alla deliberazione della sentenza di primo grado.

  • art. 3 Cost.

    Richiamato fra i parametri costituzionali invocati dalla difesa; la sentenza valuta la tutela del diritto di difesa e parità di trattamento in relazione alla regolarità della notifica.

  • art. 24 Cost.

    Riferito al diritto alla difesa: la mancata o irregolare notifica dell'avviso di conclusione delle indagini lede il diritto di difesa e giustifica la qualificazione della nullità come generale a regime intermedio.

  • art. 27 Cost.

    Richiamato nel quadro delle garanzie processuali; la decisione valorizza le tutele procedurali collegate alla notifica degli atti penalistici.

  • art. 111 Cost.

    Menziionato come parametro costituzionale relativo al giusto processo; la regolarità delle notifiche è funzionale a garantire un giusto processo.

  • art. 6 CEDU

    Riferito in relazione al diritto ad un processo equo; la Corte richiama la necessità che la notifica dell'avviso garantisca effettiva possibilità di esercitare la difesa, altrimenti sussiste lesione compatibile con art. 6.

Massime di principio

  • Verificare sempre le date rilevanti: l'efficacia della notifica dipende dalla sequenza temporale tra la modifica dell'elezione di domicilio, la ricezione della comunicazione da parte dell'autorità e la data di emissione dell'atto notificato (avviso ex art. 415-bis).
  • Se la modifica di domicilio è stata comunicata e ricevuta dall'autorità prima dell'emissione dell'avviso, la notifica al precedente domicilio è irregolare e può determinare la nullità degli atti successivi.
  • La nullità per omessa o irregolare notifica dell'avviso di conclusione delle indagini ha oggi natura di nullità generale a regime intermedio: può essere fatta valere fino alla deliberazione della sentenza di primo grado se tempestivamente eccepita in dibattimento.
  • L'eccezione di nullità tempestivamente sollevata in sede di merito comporta la nullità degli atti consequenziali (decreto di citazione a giudizio, sentenze) e può portare all'annullamento senza rinvio quando il vizio ha compromesso l'intero iter procedurale.
  • In presenza di errori di fatto nella decisione di un giudice di legittimità, il rimedio ex art. 625-bis c.p.p. può essere efficace per ottenere la revoca della decisione viziata e l'adozione immediata del provvedimento corretto.
  • Per la Procura e gli uffici di cancelleria: mantenere tracciabilità puntuale delle comunicazioni di elezione/modifica di domicilio (data di ricezione e protocollazione) per evitare contestazioni sulla regolarità delle notifiche.
  • In ipotesi simili, la difesa deve tempestivamente eccepire la nullità nel processo di merito e documentare la data di comunicazione/di ricezione dell'eventuale modifica di domicilio per ottenere l'annullamento degli atti successivi.

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