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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26618/2022 del 11/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte di Appello che, in parte, confermava le condanne pronunciate in primo grado (associazione semplice ex art. 416 c.p. e varie turbative d'asta ex art. 353 c.p. e connessi reati). Le censure principali hanno riguardato: carenza e travisamento della motivazione; insufficienza o inesistenza di prove dirette della partecipazione alle gare (in particolare mancanza della prova dell'effettiva acquisizione dell'offerta della Comel srl in una procedura), eccessiva valorizzazione di intercettazioni, mancata verifica del ruolo effettivo e dei poteri decisionali dei ricorrenti all'interno delle società, vizio nella valutazione della gravità indiziaria, errata qualificazione delle condotte e richiesta di rideterminazione della pena e riconoscimento delle circostanze generiche; infine rilievi relativi alla prescrizione e alla decorrenza della stessa

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto non manifestamente infondate alcune doglianze e ha disposto: annullamento senza rinvio della sentenza per talune posizioni e capi in favore di Vito La Greca, Filippo Migliore e Francesco Migliore, limitatamente ai reati indicati ai capi 3), 4) e 28), in quanto estinti per prescrizione; annullamento con rinvio della sentenza in relazione al capo 3) per Alessio La Corte per difetto di motivazione, con rinvio per nuovo giudizio su tale punto; per il resto i motivi sono stati qualificati inammissibili o manifestamente infondati e le conferme di responsabilità per altri capi (in particolare il capo 20 e il capo 12 per La Corte) sono state ritenute legittime dalla Cassazione. La Corte ha inoltre indicato che la questione della determinazione della pena dovrà essere riesaminata in sede di rinvio alla luce delle statuizioni sulla responsabilità. In sintesi: parziale accoglimento dei ricorsi con annullamenti per prescrizione per alcuni imputati e rinvio per specifici profili motivazionali solo per La Corte

Norme richiamate

  • art. 416 c.p. (associazione semplice)

    La norma è stata applicata per la valutazione della partecipazione associativa; la Corte ha richiamato che il contributo del singolo deve essere individualizzato e collegato ai reati fine e ha ritenuto insufficiente la motivazione sul punto per alcuni imputati, con conseguente annullamento

  • art. 353 c.p. (turbativa d'asta)

    Utilizzata per qualificare le condotte di alterazione delle gare; la Corte ha ribadito la natura di reato di pericolo e ha considerato rilevante sia la presentazione fittizia di offerte sia l'avvalimento che consente la partecipazione alla gara

  • art. 56 c.p. (concorso di persone nel delitto)

    Richiamato nella riqualificazione di taluni capi (tentativo) per delimitare il concorso e le forme di partecipazione

  • art. 110 c.p. (concorso di persone nel reato)

    Evocato nella disamina della responsabilità concorrente tra più soggetti per le condotte riferite alle gare; la Corte ha richiesto adeguata individualizzazione del contributo di ciascuno

  • art. 161 c.p. (prescrizione)

    Utilizzato per il calcolo della prescrizione: la Corte ha ritenuto estinti per prescrizione alcuni reati alla luce della pena edittale, dei termini e delle sospensioni intervenute

  • artt. 192 e 533 c.p.p. (onere motivazionale e motivazione della sentenza)

    Richiamati per censurare la mancata indicazione della fonte probatoria e l'insufficiente motivazione; la Corte ha ritenuto che la mancata indicazione dell'atto di indagine che dimostrasse l'inserimento dell'offerta costituisse vuoto motivazionale

  • art. 479 c.p. (falsi)

    Citato tra i reati fine dell'associazione; la presenza di reati contro la pubblica amministrazione integrava il programma associativo contestato

Massime di principio

  • La mera titolarità formale di un ruolo societario non esclude responsabilità penale: la valutazione si fonda sul contributo materiale e sul collegamento con il programma illecito, non soltanto sui poteri formali
  • L'avvalimento, pur essendo atto negoziale lecito in astratto, può assumere rilievo indiziario se è inserito in un contesto probatorio che mostra collegamento con un cartello o con condotte collusive
  • Quando la Corte di merito assume il dato derivante da indagini (es. acquisizione di un'offerta), deve indicare la fonte probatoria: l'omissione crea vuoto motivazionale che in Cassazione può portare all'annullamento
  • Le intercettazioni hanno valore probatorio purché valutate nel loro contesto e non rielaborate in modo apodittico; la loro sola presenza non è sempre sufficiente a definire il contributo individuale senza altri riscontri
  • La prescrizione può rendere inefficace l'annullamento con rinvio: se il reato è estinto nel frattempo la Cassazione può annullare senza rinvio per sopravvenuta estinzione
  • L'accertamento dell'esistenza di un'organizzazione e del ruolo dei singoli membri richiede individualizzazione e collegamento temporale tra la partecipazione associativa e i reati fine; l'assenza di questi elementi può comportare l'annullamento
  • In tema di turbativa d'asta la circostanza che l'appalto sia stato poi eseguito dall'impresa formalmente aggiudicataria non esclude la configurazione della turbativa se emergono elementi che dimostrano la funzione occultamente strumentale dell'aggiudicazione
  • Il giudice del rinvio dovrà riconsiderare la quantificazione della pena dopo gli accertamenti sulla responsabilità modificati in Cassazione, tenendo conto delle statuizioni di annullamento e delle prescrizioni intervenute

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