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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26483/2022 del 11/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto di sequestro preventivo per equivalente del 16/11/2021, adottato nell'ambito di un procedimento per dichiarazione IVA fraudolenta (art. 2 d.lgs. 74/2000). Quattro doglianze: 1) incompetenza territoriale del Gip di Brescia a favore di Genova per trasferimento della sede della società; 2) illegittimità della reiterazione del sequestro dopo che l'ordinanza originaria era stata annullata in sede di riesame (vizio motivazionale sul periculum in mora); 3) erronea imputazione dell'indagato nonostante avesse cessato la carica di amministratore prima della presentazione della dichiarazione IVA; 4) vizio motivazionale per richiamo per relationem a provvedimento precedente, poi annullato, e mancata compiuta motivazione sul fumus commissi delicti.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. In sintesi: 1) competenza territoriale: corretta attribuzione al Gip di Brescia per connessione dei reati e applicazione dell'art. 16 c.p.p.; il trasferimento di sede della società (17/04/2019) produce effetti ai fini del domicilio fiscale dopo 60 giorni (art. 35, comma 3, DPR 633/1972), quindi non incide sulla competenza per il reato consumato il 18/04/2019; 2) reiterazione del sequestro: legittima anche dopo annullamento per vizi formali, perché l'annullamento per carenze motivazionali non rientra nel divieto di rinnovazione previsto dall'art. 309 comma 10 c.p.p.; 3) responsabilità non esclusa dalla cessazione della carica: il concorso può sussistere anche per chi non è formale legale rappresentante al momento della dichiarazione se ha partecipato alla costruzione del meccanismo fraudolento; 4) motivazione per relationem: ammissibile se l'atto richiamato è identificabile e conoscibile dall'interessato; l'annullamento dell'ordinanza richiamata non invalida di per sé la possibilità di richiamo, salvo che l'annullamento abbia statuito sul contenuto che veniva utilizzato.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 2

    Norma che punisce la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti; la Corte ricorda che il delitto è rilevante nel contesto dell'azione penale e che possono concorrere più soggetti alla realizzazione del meccanismo fraudolento anche se non sono formalmente legali rappresentanti.

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 18, comma 2

    Criterio di competenza territoriale basato sul domicilio fiscale applicabile quando è contestato un singolo reato tributario; la Corte precisa che non si applica quando i reati sono connessi e di pari gravità, essendo allora competente il giudice del luogo del primo reato ai sensi dell'art. 16 c.p.p.

  • D.P.R. n. 633 del 1972, art. 35, comma 3

    La variazione della sede legale che comporta trasferimento del domicilio fiscale produce effetti dal sessantesimo giorno successivo alla variazione; pertanto il trasferimento del 17/04/2019 non ha prodotto l'effetto di modificare il domicilio fiscale prima della dichiarazione del 18/04/2019.

  • cod. proc. pen., art. 16

    Principio che attribuisce la competenza al giudice del luogo dove è stato commesso il primo reato in caso di reati connessi; applicato dalla Corte per ritenere competente Brescia.

  • cod. proc. pen., artt. 309 e 321, comma 2

    Regole sulle misure cautelari e sul sequestro preventivo; la Corte ha ritenuto legittima la rinnovazione del sequestro dopo annullamento per vizio formale, distinguendo i casi disciplinati dall'art. 309, comma 10, c.p.p.

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 12-bis

    Norma rilevante in tema di sequestri per equivalente in materia tributaria; evocata nel motivo relativo alla correttezza dei presupposti del sequestro.

  • cod. proc. pen., art. 309, comma 10 (richiamato)

    Divieto di rinnovazione delle ordinanze cautelari in specifiche ipotesi: la Corte precisa che tale divieto non si estende automaticamente ai casi di annullamento per carenze motivazionali, secondo la giurisprudenza consolidata.

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 6

    Prevede la non punibilità del tentativo per la falsa dichiarazione; utilizzata dalla difesa per sostenere la natura istantanea del reato, ma la Corte ritiene che il concorso possa sussistere nonostante la natura istantanea.

  • cod. proc. pen., art. 125

    Onere motivazionale del provvedimento cautelare; la Corte ha ritenuto che il rinvio per relationem sia sufficiente se l'atto richiamato è individuabile e conoscibile.

  • cod. proc. pen., art. 4

    Richiamato per affermare l'irrilevanza di circostanze attenuanti nella determinazione della competenza per reati di pari gravità.

Massime di principio

  • In presenza di più reati tributari connessi la competenza territoriale si determina secondo l'art. 16 c.p.p. (luogo del primo reato) e non automaticamente secondo le regole speciali del d.lgs. 74/2000 art. 18; verificare sempre la connessione e la cronologia degli eventi.
  • Il trasferimento della sede legale che incide sul domicilio fiscale produce effetti dopo 60 giorni dall'atto; un trasferimento recente non modifica automaticamente la competenza per reati già consumati.
  • L'annullamento di un provvedimento cautelare per vizi formali (mancanza di motivazione/autonoma valutazione) non impedisce in assoluto la reiterazione della misura se permangono esigenze cautelari adeguatamente motivate nel nuovo atto.
  • Per i reati tributari rileva il concorso anche di soggetti non formalmente titolari della carica al momento della consumazione, se hanno concorso a creare il meccanismo fraudolento: la natura 'istantanea' del reato non esclude responsabilità concorrente.
  • La motivazione per relationem è ammessa se l'atto richiamato è chiaramente identificabile e conoscibile dall'interessato; l'eventuale annullamento dell'atto richiamato non annulla automaticamente la validità del richiamo salvo che l'annullamento abbia inciso sui contenuti essenziali utilizzati.

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