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Sentenza

Sentenza n. 224/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Reggio Calabria - Seconda Sezione Civile - Settore per le controversie di Lavoro e Previdenza n. 1702 pubblicata il 20.12.2024;

Giustizia amministrativa202600013

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza civile che imponeva l'attribuzione della Carta del docente per gli anni scolastici riconosciuti

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale civile che aveva condannato il Ministero all'adempimento in forma specifica, mediante attribuzione della Carta del docente per determinati anni scolastici di servizio, con riconoscimento del valore corrispondente e degli accessori previsti. Il ricorrente ha documentato la notifica della sentenza al Ministero e il suo passaggio in giudicato. Nel corso del giudizio di ottemperanza il Ministero ha comunicato che il gestore della procedura aveva accreditato nel borsellino elettronico della Carta del docente l'importo riconosciuto, mediante emissione del voucher. Il ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo documentata l'effettiva e integrale soddisfazione del credito oggetto dell'azione di ottemperanza mediante l'accredito del voucher nel borsellino elettronico della Carta del docente. Ha tuttavia posto le spese a carico del Ministero, applicando il criterio della soccombenza virtuale, poiché l'esecuzione della sentenza civile è intervenuta soltanto dopo la notifica del ricorso e con ingiustificato ritardo rispetto alla pubblicazione della sentenza del 20 dicembre 2024. Le spese sono state liquidate in euro 250,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa del ricorrente risulta pienamente soddisfatta.

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, azione utilizzata per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza civile.

  • art. 22, comma 36, l. n. 724/1994

    Richiamato nella sentenza civile ottemperanda quale base per il riconoscimento di interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione.

  • art. 4, commi 1 e 2, l. n. 124/1999

    Richiamato nella sentenza civile quale riferimento agli incarichi di supplenza rilevanti per l'attribuzione della Carta del docente.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito in l. n. 30/1997

    Richiamato per la notificazione della sentenza al Ministero ai fini dell'esecuzione.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l'amministrazione dà integrale esecuzione al giudicato e soddisfa concretamente la pretesa del ricorrente, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La sopravvenuta soddisfazione della pretesa nel giudizio di ottemperanza non esclude la condanna dell'amministrazione alle spese quando l'esecuzione sia intervenuta solo dopo la proposizione del ricorso e con ingiustificato ritardo; in tal caso rileva la soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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