Cassazione Penale, Sentenza n. 33207/2025 del 08/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della conferma di condanna per usura (art. 644 c.p.) per le modalità con cui sono state valutate e utilizzate le dichiarazioni dell'offeso Emiliano Prezioso: si contestano violazioni dello statuto probatorio (art. 63, art. 191 e art. 192 c.p.p.) perché Prezioso, nel corso delle indagini e del dibattimento, avrebbe reso dichiarazioni autoindizianti e quindi avrebbe dovuto essere trattato come "indagato di reato connesso" (con interruzione del verbale, somministrazione degli avvisi e assistenza del difensore); inoltre si censurano la utilizzazione in dibattimento di dichiarazioni dibattimentali e predibattimentali, la valutazione della credibilità del Prezioso e di altri testi (Campolongo), la valutazione delle intercettazioni e la mancanza di riscontri documentali del rapporto usurario.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondati il primo e il terzo motivo proposti dall'Avv. G.B. Vignola (violazioni dello statuto del dichiarante coinvolto e relative regole di raccolta) e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuova valutazione del compendio probatorio alla luce dei principi stabiliti. Gli altri motivi di ricorso, compresi quelli del codifensore Avv. Toraldo, sono stati assorbiti. La Corte ha affermato che le dichiarazioni autoindizianti del Prezioso avrebbero dovuto comportare l'interruzione del verbale e gli adempimenti previsti a tutela del dichiarante; ove tali cautele non siano state rispettate, le dichiarazioni successive sono inutilizzabili erga omnes. È stata dunque disposta la rinnovazione della valutazione delle prove escludendo o ridimensionando le dichiarazioni assunte in violazione dello statuto protettivo.
Norme richiamate
impone l'interruzione dell'esame e la somministrazione degli avvisi non appena emergono indizi di reità a carico di chi viene escusso; le dichiarazioni autoindizianti raccolte senza tali cautele risultano inutilizzabili nei confronti del dichiarante e, se il verbale non è stato interrotto, possono essere inutilizzabili erga omnes
art. 64, comma 3-bis cod. proc. pen.
definisce lo statuto del dichiarante "coinvolto nel fatto" e delimita le garanzie e i limiti di utilizzazione delle sue dichiarazioni; operativo quando emergono indizi a carico del dichiarante
stabilisce i criteri di valutazione della dichiarazione eteroaccusatoria e richiede riscontri individualizzanti: le dichiarazioni di persone coinvolte non possono avere valore autosufficiente senza adeguate corroborazioni
regola l'acquisizione al fascicolo dibattimentale di atti e dichiarazioni raccolte nelle indagini preliminari; il consenso può essere anche tacito se il comportamento processuale è incompatibile con volontà contraria
norma richiamata in dottrina/giurisprudenza sulle modalità dell'esame dibattimentale del testimone (esame mediante domande su fatti specifici); la violazione delle regole formali d'esame può incidere sulla modalità ma non sempre determina inutilizzabilità della prova
disciplina della nullità nel processo penale; la Corte ricorda che molte violazioni formali non rientrano nelle ipotesi di nullità previste dall'art. 178
art. 357, comma 3-ter e art. 373, comma 2-quater cod. proc. pen.
art. 357, comma 3-ter; art. 373, comma 2-quater
esempi normativi che illustrano la tipicità della prova dichiarativa e i limiti della registrazione/uso delle dichiarazioni di soggetti "vulnerabili" o particolari; la Corte usa tali esempi per sottolineare che la sanzione dell'inutilizzabilità è prevista quando si violano le regole che definiscono lo statuto
norma sostanziale del codice penale relativa al reato di usura, contestato a Mariniello; la valutazione della sussistenza del reato dovrà essere riesaminata senza le dichiarazioni eventualmente inutilizzabili
Massime di principio
- Se durante l'escussione di un testimone emergono indizi di reità a suo carico, l'autorità deve interrompere l'esame, somministrare gli avvisi e garantire l'assistenza del difensore: in mancanza, le dichiarazioni autoindizianti o le successive possono risultare inutilizzabili
- Le dichiarazioni acquisite nelle indagini preliminari possono essere inserite nel fascicolo dibattimentale anche per tacito consenso della parte, ma ciò non esime il giudice dall'applicare lo statuto protettivo qualora dal complesso degli atti emerga che il dichiarante era coinvolto nel fatto
- Le dichiarazioni eteroaccusatorie rese da persone coinvolte non sono autosufficienti: per avere efficacia probatoria piena devono essere corroborate da riscontri individualizzanti ai sensi dell'art. 192 c.p.p.
- Le violazioni di regole processuali "accessorie" (modalità d'esame, tecnicismi procedurali) non comportano automaticamente l'inutilizzabilità della prova; la sanzione massima disputa solo quando si viola lo statuto che definisce la tipicità della prova dichiarativa
- In fase di rinnovazione del giudizio il giudice di merito dovrà riconsiderare il compendio probatorio escludendo o ridimensionando le dichiarazioni inutilizzabili e verificare se rimangono sufficienti elementi di riscontro idonei a sostenere la condanna
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