Cassazione Penale, Sentenza n. 47057/2022 del 13/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 13/04/2022 che ha rigettato l'istanza ex art. 670 c.p.p. finalizzata alla sospensione dell'ordine di demolizione di un manufatto confiscato in esecuzione di decreto penale di condanna divenuto irrevocabile (decreto del 2000 per il reato di cui all'art. 1161 c.nav.), realizzato su area del Demanio Marittimo. La ricorrente ha dedotto: violazione dell'art. 2 Cost. e degli artt. 6 e 8 CEDU per difetto di proporzionalità dell'ordine di demolizione, adottato oltre venti anni dopo la condanna senza valutare le esigenze abitative; illegittima utilizzazione, in udienza, di un provvedimento comunale di rigetto dell'istanza di condono prodotto dal P.M. senza preventiva comunicazione; vizio di motivazione e travisamento circa l'identità delle opere oggetto di demolizione rispetto a quelle oggetto di istanza di condono.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Quanto al motivo sulla proporzionalità, lo ha ritenuto prospettato per la prima volta in cassazione e non posto nel corso dell'incidente di esecuzione; inoltre la ricorrente non ha fornito deduzioni specifiche circa esigenze abitative o l'impossibilità di soluzioni alternative (e risulta residente in Comune diverso rispetto all'immobile). Le restanti censure sono state ritenute manifestamente infondate: il G.i.p. ha adeguatamente motivato la diversità delle opere e ha valorizzato il provvedimento comunale di rigetto del condono (emesso il giorno precedente all'udienza), la cui produzione in quella sede non è stata considerata tardiva né lesiva del contraddittorio, anche perché il documento dimostra che l'immobile insiste su area demaniale e che ai sensi dell'art. 35 è esclusa la possibilità di sanatoria. Per questi motivi il ricorso è dichiarato inammissibile; la ricorrente è condannata alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 2 Costituzione
Richiamato dalla ricorrente in relazione al principio di proporzionalità; la Corte osserva che il principio può sostenere eccezioni ma richiede deduzioni specifiche e tempestive relative alle esigenze abitative.
artt. 6 e 8 CEDU
Invocati dalla ricorrente (diritto a un processo equo e rispetto della vita privata/familiare); la Corte rileva che tali profili devono essere specificamente dedotti e provati nell'incidente di esecuzione per poter influire sull'esecuzione dell'ordine demolitorio.
Norma procedurale invocata per ottenere la sospensione dell'esecuzione; la Corte sottolinea che le relative doglianze vanno formulate e sviluppate nel procedimento incidentale e non possono essere per la prima volta prospettate in cassazione.
Norma penale alla base della condanna che ha determinato il sequestro/confisca e l'ordine di demolizione per realizzazione su area demaniale; la Corte considera l'accertamento penale irrevocabile come elemento coerente con l'ordine demolitorio.
art. 35 (normativa sul condono edilizio)
Richiamato nel contesto del provvedimento comunale: l'applicazione di tale norma è stata interpretata dalla Corte come motivo per escludere la possibilità di sanatoria in quanto l'immobile insiste su area demaniale.
Giurisprudenza della Corte (Sez. 3, n. 5822 del 18/01/2022 - D'Auria)
Richiamata per il principio che, nell'esecuzione di ordini di demolizione, l'interessato è tenuto a indicare specificamente l'esistenza di esigenze abitative e l'impossibilità di soluzioni alternative; la mera evocazione generica del principio non è sufficiente.
Massime di principio
- Le eccezioni di violazione del principio di proporzionalità e di tutela delle esigenze abitative relative all'esecuzione di un ordine di demolizione devono essere sollevate e sviluppate tempestivamente nell'incidente di esecuzione; prospettarle per la prima volta in cassazione rende il motivo inammissibile.
- Per ottenere la sospensione o la disapplicazione di un ordine di demolizione invocando esigenze abitative, il ricorrente deve fornire deduzioni e prove specifiche (situazione abitativa concreta, impossibilità di soluzioni alternative, collegamento di residenza con l'immobile ecc.).
- Documenti amministrativi prodotti in udienza (anche se emessi il giorno prima) possono essere considerati validamente acquisiti, salvo richiesta difensiva di termine per esaminarli; la tardività va valutata anche alla luce della data di emissione del documento.
- Gli immobili realizzati su area demaniale marittima sono, in linea di principio, insuscettibili di sanatoria: la presenza di provvedimenti amministrativi che escludono il condono e un'accertata responsabilità penale rafforzano la legittimità dell'ordine di demolizione.
- Se si contesta l'identità delle opere oggetto di un ordine demolitorio rispetto a opere oggetto di istanza di condono, è necessario produrre elementi comparativi precisi (perizie, planimetrie, fotografie certificate) già nel procedimento di esecuzione.
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