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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6280/2025 del 17/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza resa ex art. 444 cod. proc. pen. del 26/02/2024 relativa al reato di cui all'art. 186, comma 2, lett. b) cod. strada. Preliminarmente domanda di restituzione dei termini ex art. 175 cod. proc. pen. per non aver tempestivamente ricevuto copia della sentenza dalla cancelleria; deduzione di violazione di legge in relazione all'applicazione e alla misura della sanzione amministrativa accessoria.

La decisione

Rigettata l'istanza di restituzione dei termini; il ricorso dichiarato inammissibile per tardività (termine di impugnazione di 15 giorni decorrenti dalla data di emissione della sentenza con motivazione contestuale, fissato dal 26/02/2024 con scadenza 12/03/2024; ricorso depositato il 15/03/2024). La Corte ha ritenuto che il difensore non abbia provato un impedimento insuperabile ad ottenere copia della sentenza (le richieste erano state svolte solo via e-mail e non sono state dimostrate iniziative diligenti ulteriori quali contatti telefonici, accesso alla cancelleria o delega). Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 500 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 186, comma 2, lett. b) Codice della Strada

    Norma che definisce il reato contestato (guida in stato di ebbrezza in una specifica fascia alcolica); utilizzata come titolo di reato oggetto della sentenza impugnata.

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la sentenza emessa nell'ambito del giudizio abbreviato con patteggiamento o altro rito concordato; indica la natura della decisione impugnata.

  • art. 175 cod. proc. pen.

    Disciplina la restituzione dei termini processuali per causa di forza maggiore: la Corte interpreta che il difensore debba provare non solo la richiesta telematica della copia della sentenza, ma anche l'aver posto in essere tutte le iniziative diligenti (anche recandosi in cancelleria o usando altri mezzi) salvo impedimenti assoluti e dimostrabili.

  • art. 544, comma 1 e art. 585, comma 1 lett. a) cod. proc. pen.

    Stabiliscono il termine di 15 giorni per proporre impugnazione decorrenza dalla data di emissione della sentenza con motivazione contestuale; la Corte ha calcolato il termine dal 26/02/2024 con scadenza 12/03/2024.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2000

    Richiamata in merito al principio secondo cui può escludersi assenza di colpa nella determinazione che ha portato all'inammissibilità; la Corte di legittimità non ha ravvisato tale assenza di colpa nel caso concreto.

Massime di principio

  • La restituzione dei termini ex art. 175 cod. proc. pen. richiede la prova di un impedimento insuperabile: la semplice mancata risposta della cancelleria non è di per sé sufficiente.
  • Il difensore deve attivarsi con diligenza: richieste via PEC vanno integrate con contatti telefonici, accessi in cancelleria o deleghe, e conservare prove di tali iniziative.
  • I termini per impugnare una sentenza con motivazione contestuale sono brevi (15 giorni) e decorrono dalla data di emissione; va calcolata con attenzione la scadenza e agito tempestivamente.
  • In assenza di prova di forza maggiore assoluta, il ritardo dell'impugnazione comporta l'inammissibilità e l'onere delle spese processuali e possibili sanzioni pecuniarie.
  • Se si contesta la misura o l'applicazione di sanzioni accessorie, ciò va sollevato entro i termini procedurali: la questione sostanziale non sopperisce ai vizi di tempestività dell'impugnazione.

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