Cassazione Penale, Sentenza n. 46354/2024 del 17/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Suardi è stato destinatario di sequestro preventivo per euro 227.000 ritenuto profitto del reato per indebita percezione di erogazioni pubbliche/appropriazione di crediti d'imposta, contestato quale direttore dei lavori della Wall Design S.r.l.: si contesta la produzione di falsi SAL (2/9/2021 e 25/11/2021) e fatture per lavori non eseguiti, con successiva cessione e monetizzazione dei crediti d'imposta (superbonus 110%, bonus facciate, ecobonus) a Unipol. In cassazione il ricorrente ha dedotto: (i) assenza di "fumus commissi delicti" perché per i bonus ordinari non è prevista una percentuale minima di lavori e la verifica è postuma; (ii) carenza del "periculum in mora", poiché la motivazione del Tribunale si sarebbe basata su congetture e su notizie di terzi, non tenendo conto che i committenti potrebbero essere complici.
La decisione
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata la tesi difensiva che la cessione del credito possa sempre avvenire prima dell'effettiva esecuzione delle opere: anche per i bonus ordinari la cessione richiede spese effettivamente sostenute e la relativa asseverazione tecnica. Ha confermato la sussistenza del fumus per reato correlato alla indebita acquisizione di crediti d'imposta in presenza di SAL attestanti lavori inesistenti o incompatibili con le date di affidamento. Tuttavia la Corte ha precisato che la qualificazione corretta della fattispecie è quella di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter c.p.) e non della truffa aggravata per erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.), per la differenza relativa all'elemento decettivo e al danno patrimoniale immediato. Ha ritenuto inoltre ammissibile il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dell'importo monetizzato (€227.000), visto il rischio di dispersione degli importi e le indicazioni dei committenti sui mancati pagamenti ai subappaltatori. Ha altresì ricordato la tutela del cessionario in buona fede e la disciplina speciale (decreti e norme successive) che limita le conseguenze del sequestro sul cessionario.
Norme richiamate
La Corte ha escluso la configurabilità del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis) nel caso in esame, per mancanza dell'elemento decettivo e del danno patrimoniale immediato; la fattispecie è stata ricondotta invece ad altra fattispecie (art. 316-ter).
La Corte ha ritenuto applicabile l'art. 316-ter (indebita percezione di erogazioni pubbliche): l'indebita acquisizione del diritto al credito d'imposta integra il reato anche in assenza di un danno patrimoniale immediato, e il profitto del reato può essere sequestrato e confiscato (compresa confisca per equivalente).
art. 121, comma 1-bis, d.l. 19/05/2020 n.34 ("decreto rilancio")
L'opzione di cui al comma 1 può essere esercitata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori. Ai fini del presente comma, per gli interventi di cui all'articolo 119 gli stati di avanzamento dei lavori non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento.
Norma chiave per la cessione del credito: per il superbonus (art.119) sono previsti SAL non più di due e ciascuno riferito ad almeno il 30% dell'intervento; per i bonus ordinari la prima parte dell'art.121 comma 1-bis richiede comunque che l'opzione faccia riferimento a stati di avanzamento, e in ogni caso la cessione richiede spese effettivamente sostenute e asseverazione tecnica.
d.l. 16/02/2023 n.11, art.2-ter, comma 1, lett. a)
Ha chiarito che per gli interventi diversi da quelli di cui all'art.119 la liquidazione delle spese in base a SAL è facoltativa e non obbligatoria, ma ciò non autorizza l'esercizio della cessione del credito su fatture che non documentino lavori o forniture effettivamente realizzate.
d.l. 11/11/2021 n.157, art.122-bis
"L'Agenzia delle entrate, entro cinque giorni lavorativi dall'invio della comunicazione dell'avvenuta cessione del credito, può sospendere... le comunicazioni delle cessioni... che presentano profili di rischio, ai fini del relativo controllo preventivo."
Prevede una sospensione cautelativa delle comunicazioni di cessione a fini di controllo preventivo in presenza di profili di rischio, ma è una facoltà eventuale che non sostituisce i controlli successivi ordinari.
d.l. n.13 del 25/02/2022 (poi confluito art.28-ter d.l. 4/2022)
Ha introdotto disciplina sul trattamento dei crediti d'imposta sottoposti a sequestro, tutelando l'utilizzabilità del credito da parte del cessionario in buona fede allungando i termini di utilizzo per la detrazione per la durata del sequestro; questo sostiene la legittima tutela del cessionario in buona fede.
Norma che consente la confisca per equivalente: in caso di reato avente profitto, è ammessa la confisca anche di somme fino alla concorrenza del profitto stesso; applicata alla monetizzazione del credito d'imposta.
art. 121, comma 5, d.l. 34/2020
"Qualora sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d'imposta, l'Agenzia delle entrate provvede al recupero dell'importo corrispondente... nei confronti del cedente."
Stabilisce che il soggetto cedente è responsabile del recupero dell'indebita detrazione; i cessionari rispondono solo in caso di concorso nella violazione, il che giustifica la protezione del cessionario in buona fede.
d.l.vo 10/03/2000 n.74, art.8 e art.10-quater
La Corte ha escluso l'applicabilità di tali reati (fatture inesistenti e indebita compensazione) perché quei reati richiedono specifico fine evasivo o un'utilizzazione indebita in compensazione da parte del terzo; qui il meccanismo fraudolento è antecedente alla cessione e il cessionario in buona fede non commette indebita compensazione.
Massime di principio
- La cessione e la monetizzazione di crediti d'imposta derivanti da agevolazioni edilizie richiedono che le spese oggetto della cessione siano riferite a prestazioni effettivamente eseguite e asseverate: l'assenza di lavori documentati può integrare fumus per reato.
- Nelle frodi sui bonus edilizi la fattispecie più corretta è spesso l'indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter) e non la truffa (art. 640-bis), perché manca l'elemento decettivo e il danno patrimoniale immediato; tuttavia il profitto del reato (monetizzazione del credito) è sequestrabile e confiscabile.
- Il diritto del cessionario in buona fede al godimento del credito è tutelato dalla normativa speciale: il sequestro penale non deve compromettere indebitamente le legittime aspettative del cessionario, che può comunque essere protetto attraverso allungamento dei termini di utilizzo della detrazione.
- Il giudizio sul periculum in mora può fondarsi su elementi quali l'ammontare elevato, i ritardi nei pagamenti ai subappaltatori e le dichiarazioni dei committenti; tali elementi possono giustificare il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente.
- Le posizioni difensive che si basano esclusivamente su interpretazioni sistematiche delle norme tributarie (es. 'basta che i lavori siano iniziati' per tutti i bonus) sono insufficienti a escludere il fumus se esistono documenti che attestano SAL incompatibili con i tempi reali di esecuzione.
- Per distinguere tra reati tributari e reati contro la finanza pubblica è necessario valutare il momento in cui nasce il diritto al beneficio (acquisizione del credito) e l'eventuale partecipazione del cessionario: la responsabilità penale del cessionario sussiste solo se concorre nella frode.
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