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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1819/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che aveva riqualificato i fatti (da furto pluriaggravato ex art. 624 bis a furto ex art. 624 cod. pen.), contestando: per Cannone, (i) mancata concessione del termine a difesa al nuovo difensore nominato due giorni prima dell'udienza; (ii) carenza di prova della riconducibilità al ricorrente di una specifica utenza cellulare; (iii) mancata individuazione del contributo causale nella responsabilità in concorso; (iv) violazione del divieto di reformatio in pejus per aver mantenuto la stessa pena base dopo la riqualificazione; (v) diniego illogico delle circostanze attenuanti generiche; (vi) insufficiente motivazione sulla quantificazione della pena e sugli aumenti per reato continuato. Per Losurdo: (i) vizi di motivazione per omessa, contraddittoria o illogica valutazione delle prove rispetto alla sua responsabilità; (ii) omessa motivazione sul mantenimento della medesima misura della pena nonostante la derubricazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi di Cannone (decadenza dall'eccezione relativa al termine a difesa, sufficiente prova di riconducibilità dell'utenza, valutazione corretta del concorso anche quale contributo agevolatore, inesistente violazione del divieto di reformatio in pejus alla luce della normativa vigente al tempo dei fatti, e genericità delle doglianze sulla quantificazione della pena). Analoghe ragioni hanno condotto all'inammissibilità del ricorso di Losurdo: la Corte ha escluso un vizio logico-motivazionale rilevante e ha richiamato il divieto di sindacare valutazioni probatorie di merito in sede di legittimità. Per legge i ricorrenti sono inoltre condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Reato di furto: la Corte ha ritenuto corretta la riqualificazione in questo articolo rispetto al più grave 624-bis, e ha spiegato che la pena edittale minima vigente al tempo dei fatti coincideva con quella applicata.

  • art. 624-bis cod. pen.

    Furto pluriaggravato: la Corte ha osservato che il Tribunale aveva originariamente ritenuto configurabile questa fattispecie, ma la successiva riqualificazione in art. 624 non ha comportato automatica riduzione della pena base in ragione delle modifiche legislative intervenute successivamente.

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso di persone nel reato: la Corte richiama che il contributo concorsuale può consistere anche in un'apporto "agevolatore" non necessariamente causale diretto, sufficiente se idoneo ad aumentare la probabilità di realizzazione del reato.

  • art. 108 cod. proc. pen.

    Termini a difesa: la richiesta di differimento va valutata dal giudice; il diniego non determina automaticamente una nullità se la richiesta era strumentale o priva di reale esigenza difensiva.

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Nullità collegate all'assistenza difensiva: la Corte distingue tra nullità assolute e nullità intermedie, richiamando l'obbligo di eccepire tempestivamente vizi relativi all'assistenza.

  • art. 182 cod. proc. pen.

    Termine di decadenza per l'eccezione delle nullità intermedie: la Corte ricorda che l'eccezione doveva essere sollevata immediatamente dopo l'atto che ha negato o concesso in misura incongrua il termine.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Motivazione della decisione: richiamato nel profilo di adeguatezza della motivazione delle decisioni di merito, specialmente in presenza di contestazioni sulla responsabilità.

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Conseguenze dell'inammissibilità: applicazione di sanzioni pecuniarie e condanna alle spese processuali a carico dei ricorrenti.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Circostanze attenuanti generiche: la Corte osserva che il loro riconoscimento richiede elementi positivi comprovanti una ragionevole base per la concessione, e l'omessa concessione può essere adeguatamente motivata anche sulla base di un solo elemento prevalente.

  • art. 81 co. 2, artt. 132-133 cod. pen.

    Dosimetria della pena e criteri di determinazione: la Corte ha ritenuto le critiche dei ricorrenti generiche e non idonee a scalfire la motivazione sul calcolo della pena.

  • legge 23 giugno 2017 n. 103 e legge 26 aprile 2019 n. 36

    Modifiche alle pene edittali: la Corte ha evidenziato che gli aumenti di pena introdotti da queste leggi sono intervenuti successivamente ai fatti (maggio 2014) e quindi non potevano essere retroattivamente invocati per il criterio minimo edittale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Disposizione richiamata per la condanna alle spese processuali a seguito dell'inammissibilità per profili di colpa nel ricorso.

Massime di principio

  • Se un nuovo difensore è nominato a ridosso dell'udienza, l'eccezione per mancata concessione del termine va proposta immediatamente (art. 182 c.p.p.); altrimenti si incorre in decadenza.
  • In tema di concorso di persone, non è necessario dimostrare un contributo causale esclusivo: è sufficiente provare un apporto 'agevolatore' che aumenti la probabilità del reato (art. 110 c.p.).
  • La Corte di Cassazione è giudice della motivazione, non della valutazione in fatto: le doglianze che chiedono rivalutazione delle prove di merito sono inammissibili se la motivazione è logicamente coerente.
  • La derubricazione del reato in sede di appello non comporta automaticamente la rideterminazione della pena se, alla data del fatto, il minimo edittale era identico per entrambe le fattispecie; eventuali modifiche legislative successive non si applicano retroattivamente.
  • La richiesta di riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche richiede elementi positivi e specifici; l'assenza di tali elementi rende l'eccezione meramente generica e priva di pregio.
  • Le censure generiche sulla quantificazione della pena o sulla continuità del reato, senza contestazioni precise e motivate, non sono generalmente idonee a determinare l'annullamento in sede di legittimità.

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