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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6417/2023 del 15/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo di 30.000,00 euro rinvenuti su Ujkaj, disposti come prodotti della ricettazione ex art. 240 c.p. o quali soggetti a confisca allargata ex art. 240-bis c.p. Il difensore denunciava: assenza di riscontri investigativi sul reato presupposto, carenza di prove circa traffico di stupefacenti (pur evocato dal GIP), prova documentale della lecita provenienza dei soldi (risparmi dell'attività di pulizia, contributi familiari) e erronea valutazione della situazione reddituale e dei precedenti penali; inoltre il gettare il denaro alla vista delle forze dell'ordine sarebbe riconducibile al limite al contante (legge 157/2019).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità ex art. 325 c.p.p. sia limitato a questioni di diritto e vizi motivazionali radicali, non a nuovi esami degli elementi di fatto. Il Tribunale aveva correttamente valorizzato gli elementi indiziari: il gettare il sacchetto alla vista dei Carabinieri, il denaro avvolto in fogli di giornale, banconote di piccolo taglio disposte in mazzette, e l'assenza di plausibile giustificazione della provenienza come indizi qualificati di illecita provenienza (ricettazione). In fase cautelare sono sufficienti indizi e non la piena prova; pertanto il sequestro è stato confermato e il ricorrente condannato alle spese ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 240 cod. pen. (ricettazione)

    La Corte ha ritenuto che il possesso di ingente somma in particolari modalità di occultamento e la mancata plausibile giustificazione possono costituire indizi convergenti della provenienza illecita ai fini della ricettazione, senza che sia necessario accertare giudizialmente il delitto presupposto nella sua interezza

  • art. 240-bis cod. pen. (confisca allargata)

    Richiamata come possibile base per la misura reale quando sussista sproporzione tra beni e redditi del soggetto; la Corte ha ammesso la misura cautelare anche in prospettiva di confisca allargata se emergono elementi di sproporzione

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limitazione del sindacato in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali: il controllo riguarda violazioni di legge e vizi motivazionali tali da rendere la motivazione nulla o radicalmente insufficiente

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Distinzione tra vizio della motivazione denunciabile in cassazione (violazione di legge) e illogicità manifesta dei fatti che va dedotta con il motivo specifico previsto dall'art. 606, lett. e)

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamata per sottolineare che in sede cautelare gli indizi non devono essere valutati con gli stessi criteri richiesti per il giudizio di merito (piena prova)

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Base normativa per la condanna alle spese del procedimento in caso di rigetto del ricorso proposto dalla parte privata

  • Legge 157/2019 (limiti all'uso del contante)

    Men­tionata dal difensore quale possibile spiegazione del comportamento di liberarsi del contante alla vista degli operanti; la Corte ha ritenuto l'argomento non convincente alla luce degli altri indizi di illecita provenienza

Massime di principio

  • In sede cautelare la valutazione si fonda su indizi: il possesso di ingenti somme occultate in modo sospetto e l'impossibilità di fornire una giustificazione plausibile possono legittimare misure reali anche senza l'accertamento definitivo del reato presupposto
  • La Cassazione non riesamina i fatti liberamente quando il ricorso per cassazione è limitato a presunte violazioni di legge o a vizi motivazionali radicali: le contestazioni puramente critiche sulla valutazione probatoria sono generalmente inammissibili
  • La modalità di conservazione del denaro (es. banconote avvolte in giornali, divise in mazzette, occultamento) e la condotta al momento del rinvenimento (es. gettare il denaro alla vista delle forze dell'ordine) sono elementi che il giudice può considerare indizi di conoscenza della provenienza illecita
  • Per resistere efficacemente a un sequestro di denaro è importante produrre documentazione probante e coerente sulla origine lecita (libri contabili, estratti conto, dichiarazioni dei redditi, atti di donazione), nonché dimostrare una situazione reddituale stabile e compatibile con l'ammontare sequestrato
  • Argomentazioni basate esclusivamente su spiegazioni alternative plausibili (es. rispetto del limite contante) hanno maggior peso se accompagnate da elementi probatori concreti che ne dimostrino l'effettiva applicabilità e la contiguità temporale con il fatto
  • Precedenti penali lievi e pregressi non necessariamente escludono la prova della lecita provenienza, ma possono essere valutati come elementi pertinenti nel quadro indiziario complessivo

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