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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04551/2026 del 03/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte civile)

La controversia

Tre imputati hanno proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello che li aveva ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di frode nell'esercizio del commercio/assicurativa ex art. 642 c.p. secondo la ricostruzione del testo, contestando: 1) l'erronea applicazione di legge e il vizio di motivazione per avere la Corte territoriale omesso o motivato in modo manifestamente illogico il giudizio di responsabilità; 2) il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La doglianza sulla responsabilità mirava a ottenere una rivalutazione del merito, mentre quella sulla pena era formulata in termini generici. La parte civile costituita ha depositato memoria nel giudizio di legittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi perché il motivo era meramente reiterativo dei motivi di appello, privo di effettivo confronto con la motivazione della sentenza impugnata e diretto a sollecitare una diversa lettura del compendio probatorio, non consentita in sede di legittimità. In relazione alla responsabilità, la Corte territoriale aveva valorizzato i dati emergenti dal dispositivo tecnico installato su una vettura, dai quali risultava che la causa del danneggiamento non poteva essere ricondotta al tipo di incidente indicato nelle richieste risarcitorie. Quanto alle attenuanti generiche e alla dosimetria della pena, la motivazione è stata ritenuta logica e non irragionevole, avendo considerato il concorso di più persone, l'attività organizzata e la mancanza di resipiscenza. Conseguentemente, i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese della parte civile, liquidate in euro 2.686 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 642 c.p.

    Il reato è richiamato come fattispecie contestata e ritenuta integrata in concorso; la Corte non entra nel merito della configurabilità, limitandosi a censurare la ricostruzione alternativa proposta in ricorso.

  • art. 54 cod. proc. pen.

    Non citato.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è ammissibile un motivo di ricorso che si limiti a reiterare pedissequamente i motivi di appello senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La deduzione del vizio di motivazione non può essere utilizzata per sollecitare una nuova valutazione del merito o una lettura alternativa delle prove, quando la decisione di merito sia sorretta da un ragionamento logico e non manifestamente illogico.
  • Quando la Corte territoriale fonda la responsabilità su dati oggettivi o tecnici incompatibili con la versione difensiva, il ricorso che miri a ribaltare tale apprezzamento è inammissibile se non individua vizi specifici della motivazione.
  • La censura sul trattamento sanzionatorio deve essere specifica: una doglianza generica sulle attenuanti o sulla pena non supera il vaglio di ammissibilità se la motivazione di merito dà conto in modo razionale dei criteri utilizzati.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, oltre alla rifusione delle spese della parte civile, se costituita.

Come è indicizzato

MaterieUso di atto falsoImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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