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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23100/2025 del 18/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugnava la sentenza del Tribunale di Napoli che aveva dichiarato di non dover procedere per difetto di querela in relazione al reato di appropriazione indebita (art. 646 c.p.), sostenendo la violazione di legge (art. 120 c.p.) e deducendo che anche i singoli condomini, quale titolari di diritti dominicali pro quota sulle parti comuni, sono legittimati a proporre querela nei confronti dell'amministratore di condominio non più in carica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato che, incidentalmente, la questione della legittimazione era fondata: la giurisprudenza di legittimità ammette che il singolo condomino possa proporre querela per reati commessi in danno del patrimonio comune. Tuttavia, sul piano processuale la Corte ha accertato che il reato è estinto per prescrizione (calcolata come reato istantaneo consumato il 14/02/2018, ultimo atto interruttivo il 11/01/2019, e decorso il termine prescrizionale alla data di ricezione degli atti in Cassazione 11/04/2025). Ne è conseguito l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    Norma attribuita al reato contestato: appropriazione indebita. La Corte ha trattato la fattispecie come appropriazione indebita della documentazione condominiale.

  • art. 120 cod. pen.

    Richiamato nel ricorso per dedurre violazione di legge circa la legittimazione a querela; la Corte ha analizzato la questione della legittimazione dei singoli condomini in base alla giurisprudenza di legittimità.

  • art. 129, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamato dalla Corte in relazione alla declaratoria di estinzione del reato; impone di rilevare l'estinzione per prescrizione ai fini della decisione.

Massime di principio

  • Il singolo condomino è legittimato a proporre querela per reati commessi in danno del patrimonio comune; tale legittimazione può essere concorrente o surrogatoria rispetto a quella dell'amministratore.
  • L'appropriazione indebita di documentazione condominiale da parte dell'amministratore è reato istantaneo: il momento di consumazione è quello in cui l'agente manifesta la volontà di trattenere la cosa e si comporta "uti dominus", non il momento della revoca o della nomina del successore.
  • La declaratoria di improcedibilità per difetto di querela non può fondarsi se esiste una querela validamente proposta da alcuni condomini.
  • La prescrizione va calcolata tenendo conto della natura istantanea del reato e degli atti interruttivi validi; anche in presenza di positiva decisione sulla legittimazione, l'azione può essere comunque estinta per intervenuta prescrizione se i termini sono decorso.
  • Per tutelarsi in simili situazioni, i condomini possono: 1) proporre querela individuale tempestivamente; 2) deliberare assemblearmente l'azione e incaricare l'amministratore in carica di agire; 3) documentare la data del rifiuto di restituzione per fissare il momento di consumazione del reato.

Testo integrale

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