Sentenza del 22/03/2019 n. 8117 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava un avviso di irrogazione di sanzioni doganali relativo all'importazione, dal Venezuela, di lamiere e nastri di alluminio negli anni 2007-2008. L'Agenzia contestava la non conformità dei timbri apposti sui certificati di origine preferenziale Form A rispetto agli specimen trasmessi dalle autorità venezuelane alla Commissione Europea. La CTP e la CTR avevano annullato le sanzioni ritenendo che l'art. 303 TULD non comprendesse le difformità relative all'origine della merce, ma soltanto quelle riguardanti quantità, qualità e valore. L'Agenzia ha impugnato tale interpretazione sostenendo che anche l'origine rientra tra gli elementi essenziali della dichiarazione doganale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, ritenendo errata l'interpretazione restrittiva dell'art. 303 TULD. Ha stabilito che il concetto di qualità della merce comprende anche il dato relativo alla sua origine e che la sanzione si applica a ogni difformità o falsità riguardante gli elementi essenziali della dichiarazione doganale, inclusa l'origine preferenziale. È stata inoltre ritenuta irrilevante la buona fede dell'importatore o la sua mancata consapevolezza della falsità dei certificati, una volta accertata l'irregolarità. La sentenza della CTR è stata cassata con rinvio alla CTR della Toscana, in diversa composizione, per un nuovo esame degli ulteriori motivi di appello e per la liquidazione delle spese. Non si è quindi ancora formato un definitivo accertamento sull'importo delle sanzioni, ma il principio giuridico applicabile è stato affermato a favore dell'Agenzia.
Norme richiamate
D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, art. 303, TULD
La sanzione prevista dal T.U.L.D., art. 303, riguarda ogni ipotesi di difformità o falsità della dichiarazione doganale in ordine ai suoi elementi essenziali, afferenti, cioè, oltre che a valore, quantità, qualità delle merci, anche, all'origine delle merci stesse
La nozione di qualità della merce deve essere interpretata estensivamente, e non analogicamente, includendo anche l'origine. Pertanto, la difformità dell'origine dichiarata può determinare l'applicazione delle sanzioni doganali.
Regolamento CEE n. 2454 del 1993, art. 81
La non conformità dei timbri e dei certificati Form A rispetto agli specimen ufficiali può compromettere la validità della certificazione dell'origine preferenziale delle merci.
La sentenza pronunziata tra il creditore e uno dei debitori in solido [...] non ha effetto contro gli altri debitori [...] Gli altri debitori possono opporla al creditore, salvo che sia fondata sopra ragioni personali al condebitore
Il giudicato favorevole ottenuto da un coobbligato può, in astratto, essere fatto valere dagli altri coobbligati solidali, purché non si fondi su ragioni personali. Tuttavia, nel caso concreto, il giudicato non è stato applicato perché avrebbe dovuto essere fatto valere mediante revocazione, non mediante ricorso per cassazione.
Codice di procedura civile, art. 295
La richiesta di sospensione del processo per la pendenza di giudizi connessi è stata respinta, poiché i giudizi erano trattati congiuntamente nella medesima udienza.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3
Il ricorso per cassazione è stato proposto per violazione e falsa applicazione dell'art. 303 TULD e accolto perché i giudici di merito avevano escluso erroneamente l'origine dal novero degli elementi rilevanti.
Legge costituzionale n. 1 del 1948, art. 1
La questione di legittimità costituzionale prospettata dalla contribuente è stata ritenuta manifestamente infondata: l'interpretazione estensiva della norma sanzionatoria non equivale ad applicazione analogica vietata.
Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sentenza 17 luglio 1997, causa C-97/95
In materia di dazi doganali, l'Unione non deve sopportare le conseguenze di certificati di origine falsi o irregolari; il rischio commerciale derivante dai comportamenti dei fornitori ricade sull'operatore economico.
Massime di principio
- Ai fini delle sanzioni doganali, l'origine della merce è un elemento essenziale della dichiarazione e rientra nella nozione di qualità prevista dall'art. 303 TULD.
- La falsità o irregolarità di un certificato di origine Form A può comportare sanzioni anche quando l'importatore dichiari di avere agito in buona fede e di non essere stato consapevole dell'irregolarità.
- Gli importatori devono verificare con particolare attenzione l'autenticità e la conformità dei certificati di origine, poiché il rischio derivante da irregolarità del fornitore può ricadere su di loro.
- L'interpretazione estensiva di una norma sanzionatoria è ammissibile quando chiarisce il significato di un elemento già previsto dalla norma, mentre resta vietata l'applicazione analogica a fattispecie completamente estranee.
- Un giudicato favorevole ottenuto da un coobbligato può essere rilevante per altri coobbligati solidali, ma deve essere fatto valere mediante il rimedio processuale corretto e tempestivo.
- La cassazione con rinvio non conclude definitivamente la controversia: il giudice di rinvio dovrà riesaminare il caso applicando il principio stabilito dalla Cassazione e decidere anche sulle questioni rimaste assorbite.
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