Cassazione Penale, Ordinanza n. 22642/2025 del 17/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Nel giudizio di appello era stata pronunciata sentenza ex art. 599-bis c.p.p. su accordo delle parti, con rideterminazione della pena per i reati di ricettazione e detenzione illecita di stupefacente. La difesa aveva poi chiesto alla Corte di appello, successivamente al concordato, di sostituire la pena detentiva breve con il lavoro di pubblica utilità. La Corte di appello aveva respinto l’istanza. Con il ricorso per cassazione si deducevano erronea applicazione della legge penale e travisamento della prova, sostenendosi che il rigetto non potesse fondarsi sui soli precedenti penali dell’imputato né sul fatto che i reati fossero stati commessi durante un periodo di messa alla prova relativo ad altri procedimenti; si evidenziava inoltre che i fatti del presente procedimento risalivano al 2 gennaio 2018, mentre la messa alla prova era stata concessa solo successivamente ed era stata positivamente superata.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che, secondo la giurisprudenza richiamata, la richiesta di conversione della pena detentiva breve in pena sostitutiva può essere formulata nel procedimento ex art. 599-bis c.p.p. solo se inclusa nell’accordo tra le parti. Nel caso concreto, la difesa aveva chiesto l’applicazione della pena sostitutiva senza il consenso del Procuratore generale; pertanto mancava il presupposto del concordato anche sulla sanzione sostitutiva e il ricorso investiva motivi non proponibili. Conseguentemente, è stata applicata la declaratoria di inammissibilità de plano e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
sentenza ex art. 599-bis cod. proc. pen.; istituto dell’art. 599-bis cod. proc. pen. impone che sussista il consenso di entrambe le parti sia in ordine alla pena principale che all’eventuale pena sostitutiva
nel concordato in appello la pena sostitutiva può essere richiesta solo se rientra nell’accordo tra le parti; non è ammessa una richiesta unilaterale successiva alla conclusione dell’accordo sulla pena principale
richiesta di applicazione delle sanzioni previste dall’art. 20-bis cod. pen.
la sostituzione della pena detentiva breve è configurata come sanzione sostitutiva che, nel caso di sentenza concordata ex art. 599-bis c.p.p., richiede il consenso delle parti
la Corte di cassazione dichiara senza formalità di procedura l’inammissibilità del ricorso proposto avverso la sentenza pronunciata ex art. 599-bis cit.
il ricorso contro sentenza resa in base a concordato in appello è dichiarato inammissibile de plano quando investe motivi non proponibili
Alla declaratoria di inammissibilità consegue... la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento... di una somma... in favore della Cassa delle ammende
l’inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende
Massime di principio
- Nel giudizio di appello definito con sentenza concordata ex art. 599-bis c.p.p., anche l’eventuale pena sostitutiva deve formare oggetto dell’accordo tra le parti: non può essere chiesta unilateralmente dopo la definizione del concordato.
- Se la richiesta di sostituzione della pena non è stata compresa nel consenso espresso dalle parti, il motivo di ricorso contro il diniego è non proponibile e il ricorso è dichiarato inammissibile.
- La Corte di cassazione può dichiarare de plano l’inammissibilità del ricorso avverso sentenza pronunciata ex art. 599-bis c.p.p. quando il ricorso deduca questioni estranee ai motivi concordati o comunque non deducibili.
- L’inammissibilità del ricorso determina la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento della somma equitativamente fissata in favore della Cassa delle ammende.
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