Sentenza n. 915/2026 - Latina, Sezione 2
per l'annullamento - dell'ordinanza sindacale n. -OMISSIS- Prot. -OMISSIS- avente ad oggetto “Misure urgenti per la messa in sicurezza degli immobili siti in -OMISSIS- - Vico -OMISSIS- - civici -OMISSIS- e attigui a seguito di crollo parziale di un solaio” emessa ai sensi degli artt. 50 e 54 D. Lgsvo 267/2000; - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza sindacale contingibile e urgente di messa in sicurezza di immobili interessati dal crollo parziale di un solaio
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza sindacale adottata ai sensi degli artt. 50 e 54 del d.lgs. 267/2000, sostenendo di non essere proprietario né responsabile della porzione del fabbricato interessata dal cedimento. A sostegno ha prodotto una consulenza tecnica di parte. Nel corso del giudizio il TAR ha disposto una consulenza tecnica d'ufficio per accertare se e in quale misura sussistesse una correlazione tra la proprietà del ricorrente e i crolli interessanti l'edificio. Successivamente il ricorrente ha presentato una SCIA per un intervento di messa in sicurezza del setto murario comune al resto del complesso. Il Comune ha quindi adottato un'ordinanza di parziale accoglimento, condizionato all'esecuzione delle opere previste dalla SCIA, dell'istanza di annullamento in autotutela dell'ordinanza impugnata, e ha poi verificato l'effettiva realizzazione degli interventi. Il ricorrente ha dichiarato il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione, chiedendo la compensazione delle spese; il Comune ha aderito a tale richiesta.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le vicende sopravvenute — l'accoglimento parziale in autotutela dell'istanza del ricorrente, subordinato all'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza, e la successiva verifica comunale della loro realizzazione — hanno privato il ricorrente di qualsiasi utilità concreta derivante dalla prosecuzione del giudizio. In ogni caso, anche l'univoca dichiarazione del difensore circa il venir meno dell'interesse era di per sé preclusiva della decisione di merito. Le spese del giudizio sono state compensate integralmente tra le parti, in ragione dell'accordo intervenuto e della memoria di mera forma del Ministero. Le spese del CTU, per l'attività effettivamente svolta, sono state poste per metà a carico del ricorrente e per metà a carico del Comune, con liquidazione mediante separato decreto.
Norme richiamate
Norma richiamata quale base, insieme all'art. 54, dell'ordinanza sindacale contingibile e urgente impugnata; la sentenza non esamina nel merito la legittimità dell'esercizio del potere.
Norma richiamata quale base, insieme all'art. 50, dell'ordinanza sindacale contingibile e urgente impugnata; la sentenza non esamina nel merito la legittimità dell'esercizio del potere.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
Richiamato quale base della consulenza tecnica d'ufficio disposta per accertare la correlazione tra la proprietà del ricorrente e i crolli; la relativa attività non è stata completata per la sopravvenuta improcedibilità.
Richiamato per argomentare che fatti o atti sopravvenuti idonei a rendere inutile la prosecuzione del processo possono determinare la sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- Il ricorso amministrativo deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nel corso del giudizio, intervengano fatti o atti che privino l'accoglimento della domanda di qualsiasi utilità concreta per il ricorrente.
- L'accoglimento, anche parziale e condizionato, dell'istanza di annullamento in autotutela dell'atto impugnato, seguito dalla verifica dell'esecuzione delle opere richieste, può rendere inutile la prosecuzione del giudizio di annullamento e determinare la sopravvenuta carenza di interesse.
- L'univoca dichiarazione della parte ricorrente circa il venir meno dell'interesse alla decisione è di per sé preclusiva della pronuncia sul merito e impone la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
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