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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46922/2023 del 22/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza per due ragioni principali: 1) mancato riconoscimento della scriminante della legittima difesa (anche nella forma putativa) o, in subordine, dell'eccesso colposo di legittima difesa, sostenendo di aver reagito ad un tentativo di rapina da parte della vittima Anis Gaied e di essersi impossessato dall'arma usata da questi; 2) eccessività della pena, lamentando la mancata applicazione nella massima estensione della riduzione relativa al tentativo.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Quanto al primo motivo, ha ritenuto che i giudici di merito avessero motivato adeguatamente l'esclusione della legittima difesa: non risultava accertato che l'arma fosse stata effettivamente nelle mani della vittima né che costui avesse esploso colpi a scopo intimidatorio; inoltre, anche aderendo alla versione difensiva, l'imputato aveva esploso cinque colpi attingendo parti vitali e si era allontanato solo dopo aver scaricato il caricatore, comportamento incompatibile con la scriminante (e con l'ipotesi di eccesso colposo, che presuppone l'esistenza dell'esimente). Quanto al secondo motivo, la censura sulla pena è stata ritenuta inammissibile perché attiene a valutazioni di merito insindacabili in Cassazione: la Corte territoriale aveva motivato la congruità della pena (pena base ridotta ex art. 62-bis cod. pen. a 6 anni). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    La norma limita il sindacato della Cassazione alla verifica della motivazione; la Corte può controllare la logica e l'esaustività della motivazione ma non riformulare valutazioni di fatto che spettano al giudice di merito.

  • art. 606, comma 1, lett. c), codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Richiamata nel contrappunto al precedente: non può essere estesa la nozione di vizio di motivazione per trasformare una censura in altra prevista dalla lett. c); conferma i limiti del sindacato di legittimità.

  • art. 62-bis, codice penale

    Norma applicata dai giudici di merito per operare una riduzione della pena (nel caso di specie ha determinato la riduzione della pena base fino alla sentenza definitiva di 6 anni).

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non riforma le valutazioni di fatto: può solo verificare che i giudici di merito abbiano esaminato gli elementi, risposto alle deduzioni e motivato con logica; per ottenere l'annullamento occorre dimostrare un vizio manifesto della motivazione o un ragionevole dubbio sui fatti.
  • La legittima difesa richiede un pericolo attuale e ingiusto e una reazione proporzionata; chi ha contribuito a creare la situazione pericolosa o poteva allontanarsi senza pregiudizio non può invocarla.
  • La legittima difesa putativa è valutata in base alla ragionevolezza della percezione del pericolo: la mera affermazione difensiva non basta se contraddetta dai fatti (es. numero di colpi esplosi, parti del corpo colpite, comportamento dell'agente dopo il fatto).
  • L'eccesso colposo di legittima difesa può essere ipotizzato solo se, in linea di principio, sussiste la scriminante della legittima difesa; se questa è esclusa, l'eccesso colposo non trova applicazione.
  • Le censure sulla determinazione della pena sono, di massima, valutazioni di merito: la Cassazione le dichiara inammissibili quando consistono nel sindacare scelte discrezionali dei giudici di merito adeguatamente motivate.
  • Comportamenti quali impossessarsi dell'arma e sparare ripetutamente, colpendo parti vitali e allontanandosi solo dopo aver scaricato il caricatore, sono elementi forti contrari al riconoscimento della scriminante della legittima difesa.

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