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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23634/2021 del 31/08/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (assicurato)

La controversia

Il ricorrente ha domandato la correzione dell'errore materiale contenuto in una precedente ordinanza della Corte di cassazione che aveva rigettato il suo ricorso contro la sentenza d'appello, la quale gli aveva negato i benefici previdenziali per esposizione all'amianto per difetto di prova dell'esposizione qualificata. Nell'ordinanza da correggere, pur risultando dagli atti una dichiarazione di esenzione dalle spese ai sensi dell'art. 152 disp. att. c.p.c., la Corte aveva condannato il ricorrente alla rifusione delle spese di legittimità. Il ricorrente ha quindi chiesto che l'ordinanza fosse corretta nel senso di escludere la condanna alle spese. L'ente previdenziale ha resistito. La Corte ha inoltre rilevato che la memoria depositata dal ricorrente era tardiva e quindi inammissibile.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso per correzione dell'errore materiale. Ha disposto la modifica della precedente ordinanza sia nella motivazione sia nel dispositivo, inserendo l'espresso richiamo alla dichiarazione ex art. 152 disp. att. c.p.c. e precisando che non doveva essere pronunciata condanna alle spese del giudizio di legittimità. Ha anche dichiarato che non vi era luogo a provvedere sulle spese del presente procedimento di correzione. Ha inoltre escluso l'applicazione dell'art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2001, perché il processo risultava esente.

Norme richiamate

  • art. 152 disp. att. c.p.c.

    La dichiarazione sottoscritta e ritualmente prodotta in atti comporta l'esenzione dal pagamento delle spese, competenze e onorari nei giudizi per prestazioni previdenziali, impedendo la condanna alle spese di legittimità.

  • art. 380-bis c.p.c.

    La memoria inviata tardivamente a mezzo posta e pervenuta oltre il termine non può essere presa in considerazione ed è inammissibile.

  • art. 134, comma 5, disp. att. c.p.c.

    Non è applicabile in via analogica alla memoria, poiché riguarda esclusivamente ricorso e controricorso.

  • art. 42, comma 11, d.l. 269 del 2003 conv. con modif. in L. 326 del 2003

    È richiamato quale base normativa della disciplina di esenzione dalle spese nei giudizi previdenziali per i soggetti che versino nei requisiti reddituali previsti.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2001

    Non si applica quando dagli atti risulta che il processo è esente.

Massime di principio

  • Nei giudizi aventi ad oggetto prestazioni previdenziali, la dichiarazione di esenzione ex art. 152 disp. att. c.p.c., se ritualmente sottoscritta e prodotta, impedisce la condanna del beneficiario alla rifusione delle spese.
  • La finalità dell'esenzione dalle spese nei processi previdenziali è quella di non scoraggiare la proposizione di domande giudiziali inerenti a previdenza e assistenza, sicché la disciplina va applicata in modo coerente con tale scopo.
  • L'errore materiale che abbia comportato una statuizione sulle spese incompatibile con una valida dichiarazione di esenzione può essere corretto anche nella parte motivazionale e nel dispositivo della precedente decisione.
  • La memoria depositata oltre il termine previsto dal rito camerale non può essere esaminata; la disciplina che consente la sanatoria del deposito tardivo per ricorso e controricorso non è estensibile analogicamente alla memoria.

Come è indicizzato

MateriePensioniImpugnazioni
RamiPrevidenzaProcesso civile
IstitutiOnere della provaPrescrizione

Testo integrale

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