Cassazione Penale, Sentenza n. 16380/2024 del 18/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Edil G.A. S.r.l. impugnava il decreto che rigettava la sua opposizione al decreto di esecutorietà dello stato passivo relativo a Bella Calabria 2005 s.r.l., sostenendo che l'obbligazione assunta da Domenico Vallone per la società era orale e poteva essere provata per atti concludenti: la società debitrice si sarebbe avvalsa dei lavori senza contestarli fino al rilascio della certificazione di agibilità e, inoltre, avrebbe accettato una datio in solutum consistente nella cessione di due appartamenti a saldo dei lavori. In cassazione deduceva violazione dell'art. 606 c.p.p. (lett. b) ed e)) e degli artt. 52 e 59 del d.lgs. n.159/2011 nonché carenza motivazionale.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il motivo unico è aspecifico e non si confronta in modo puntuale con l'ampia motivazione del Tribunale che aveva ritenuto non provata la sussistenza di un credito certo in an e in quantum (mancanza di elementi certi sui lavori, documentazione contabile e certificati di esecuzione; il preventivo era insufficiente; la cessione degli appartamenti qualificata come datio in solutum priva del necessario consenso del debitore e soggetta a forma scritta ex contratto di subappalto). Conseguentemente la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento in favore della Cassa delle ammende di euro 3.000 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Riferimento procedurale per il trattamento dell'atto in sede di udienza; contestualizza la modalità di trattazione del ricorso in Cassazione.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Invocato dalla ricorrente per violazione di norme sostanziali; la Corte ha ritenuto il motivo aspecifico e privo di confronto diretto e puntuale con la motivazione del giudice del gravame, dunque inammissibile.
artt. 52 e 59 del d.lgs. 6 settembre 2011 n. 159
Normativa richiamata in relazione alla disciplina delle misure di prevenzione e alla valutazione dei crediti nello stato passivo; la Corte ha ritenuto che, alla luce di tale quadro, mancassero elementi certi per riconoscere il credito invocato.
Norma applicata per la condanna alle spese e per l'irrogazione della sanzione pecuniaria alla ricorrente in ragione dell'inammissibilità del ricorso e di profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Massime di principio
- In sede di opposizione o di impugnazione è indispensabile provare il credito in maniera certa quanto all'an e al quantum: preventivi o dichiarazioni generiche sono inidonei a fondare un diritto certo.
- Le obbligazioni orali possono essere comprovate da comportamenti concludenti, ma tali comportamenti devono essere documentati e correlati a elementi probatori precisi (contabilità, certificati di esecuzione, documenti che dimostrino il consenso della controparte).
- La datio in solutum richiede il consenso del debitore; se il contratto che disciplina la prestazione richiede forma scritta per determinati atti (es. cessione convenuta in subappalto), la forma va rispettata per produrre effetti vincolanti.
- In Cassazione i motivi devono essere specifici e confrontarsi puntualmente con la motivazione del giudice di merito; motivi generici o che non trattano le ragioni decisive della decisione sono dichiarati inammissibili.
- La presentazione di ricorsi manifestamente aspecifici o infondati può comportare condanne alle spese e sanzioni (anche pecuniarie) ai sensi della normativa processuale.
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