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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04211/2025 del 31/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte dichiara inammissibile il ricorso, ritenendo che le censure siano dirette a sollecitare una rivalutazione del merito e non evidenzino reali vizi di legittimità. Ne conseguono la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello deducendo violazione di legge, vizio di motivazione e travisamento della prova. Sostiene, in sostanza, che i giudici di merito avrebbero erroneamente valutato la vicenda fattuale e gli elementi istruttori, depositando anche una corposa allegazione documentale (28 pagine) relativa all'esame di un testimone e alle circostanze che, secondo la difesa, dimostrerebbero il travisamento. La Corte di cassazione rileva però che la doglianza mira in realtà a ottenere una nuova valutazione del fatto e delle prove, operazione preclusa nel giudizio di legittimità, soprattutto in presenza di doppia conforme. Nel merito della ricostruzione, la Corte d'appello aveva ritenuto, sulla base delle dichiarazioni della persona offesa, del sospetto giro d'affari e di altre fonti convergenti, che la pattuizione originaria fosse usuraria e che fosse stata individuata la misura illecita del tasso.

Norme richiamate

  • art. 644 c.p.

    La decisione richiama implicitamente la fattispecie di usura, ritenendo corretta la ricostruzione di merito circa la natura usuraria della pattuizione originaria e la misura illecita del tasso.

  • art. 606 c.p.p.

    I motivi che deducono violazione di legge, vizio di motivazione e travisamento della prova non possono tradursi in una richiesta di rivalutazione del fatto; il controllo di legittimità riguarda la coerenza logica della motivazione, non il riesame del materiale probatorio.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione le censure sul vizio di motivazione e sul travisamento della prova sono ammissibili solo se denunciano un effettivo deficit logico-argomentativo della decisione; non possono essere utilizzate per ottenere una nuova valutazione delle risultanze di fatto.
  • La deduzione di travisamento della prova non consente alla Corte di cassazione di sostituirsi al giudice di merito nella ricostruzione del fatto, specie quando la sentenza impugnata sia sorretta da doppia conforme e da motivazione coerente e non illogica.
  • In materia di usura, la sussistenza della pattuizione usuraria può essere desunta dalle dichiarazioni della persona offesa, se corroborate da ulteriori elementi convergenti e da una motivazione logicamente adeguata sulla misura illecita del tasso.
  • Quando il ricorso per cassazione è inammissibile perché devolve questioni di merito, il ricorrente sopporta le conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p., inclusa la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieUsuraImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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