Cassazione Penale, Ordinanza n. 04205/2025 del 31/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la sua responsabilità per due reati in materia di circolazione di beni contraffatti e di beni di provenienza illecita. Con il primo motivo deduceva violazione di legge e vizio di motivazione sulla sussistenza dell'elemento psicologico del delitto di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, sostenendo l'insussistenza della consapevolezza della contraffazione. Con il secondo motivo contestava, sempre sotto il profilo della motivazione e della legge, la sussistenza del dolo della ricettazione, assumendo di non essere consapevole della provenienza illecita della merce. Con il terzo motivo chiedeva la riqualificazione del fatto nella contravvenzione di acquisto di cose di sospetta provenienza, ex art. 712 c.p., sostenendo che al più vi fossero sospetti e non la piena consapevolezza richiesta per la ricettazione. La Corte di cassazione ha ritenuto tutti i motivi non specifici e meramente reiterativi di censure già disattese in appello, osservando comunque che la motivazione della Corte territoriale era congrua e logica nel desumere la piena consapevolezza della provenienza illecita o contraffatta dalla mancata indicazione o prova di un acquisto presso esercizi legittimati e dall'assenza di plausibili spiegazioni sulla provenienza della merce.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che i tre motivi erano sostanzialmente ripetitivi delle doglianze già prospettate in appello e non contenevano una critica argomentata alla sentenza impugnata. Nel merito, ha ritenuto corretta la motivazione della Corte d'appello sia quanto alla consapevolezza della contraffazione della merce sia quanto alla consapevolezza della provenienza illecita dei beni oggetto di ricettazione, ribadendo che tale consapevolezza può essere desunta anche da elementi indiretti e che il dolo eventuale può integrare il reato. Ha quindi condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Per la configurabilità del delitto è necessario il dolo, ossia la consapevolezza del carattere contraffatto della merce; tale elemento soggettivo può essere desunto dalla concreta situazione di fatto e dall'assenza di spiegazioni attendibili sulla lecita provenienza del bene.
La ricettazione richiede la consapevolezza della provenienza illecita del bene ricevuto; tale conoscenza non deve necessariamente investire in modo preciso tutte le circostanze del reato presupposto e può essere provata anche per presunzioni e indizi, compresa la mancata o non attendibile indicazione della provenienza.
La contravvenzione di acquisto di cose di sospetta provenienza è alternativa alla ricettazione solo quando l'agente non abbia raggiunto la consapevolezza della provenienza delittuosa, ma si limiti a un sospetto; se i segnali sono gravi e univoci da integrare conoscenza o accettazione del rischio, la riqualificazione non è consentita.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità il motivo è inammissibile quando si limita a riprodurre in modo pedissequo le censure già formulate in appello senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
- La consapevolezza del carattere contraffatto della merce o della sua provenienza illecita può essere desunta da elementi indiziari, tra cui l'incapacità dell'imputato di indicare o provare una lecita fonte di acquisto.
- Per la ricettazione non è necessaria la conoscenza completa e dettagliata del reato presupposto: è sufficiente la rappresentazione della concreta possibilità della provenienza delittuosa e l'accettazione del rischio, integrando anche il dolo eventuale.
- La mera presenza di sospetti non basta a integrare la ricettazione; tuttavia, quando i sospetti sono gravi, univoci e tali da rendere evidente a una persona di media levatura intellettuale l'illecita provenienza del bene, non è configurabile la minore fattispecie di acquisto di cose di sospetta provenienza.
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