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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30582/2022 del 03/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello che li aveva ritenuti responsabili di gestione illecita e traffico di rifiuti: Giro ha sostenuto di essere un mero procacciatore non soggetto agli obblighi dell'intermediario, ha contestato il dolo specifico, la valutazione delle prove (Whatsapp, dichiarazioni coimputati, riparazione muletto) e le statuizioni civili e sanzionatorie; Zonca ha censurato la motivazione come apparente, ha contestato l'interpretazione della disciplina sull'AIA e sulla voltura (sostenendo che IPB Italia avesse titolo autorizzativo), la valutazione di documenti e prove, l'elemento soggettivo e le statuizioni civili e sanzionatorie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Diego Giro per genericità e per riproposizione di censure di merito non specificate; ha ritenuto infondato il ricorso di Mauro Zonca e lo ha rigettato. In pratica la sentenza d'appello è confermata: Giro condannato (pena rideterminata in anni due e mesi otto) e Zonca condannato (pena tre anni con riconoscimento delle attenuanti generiche), con conferma delle imputazioni per il traffico e la gestione illecita di rifiuti e con statuizioni civili generiche a carico degli imputati. Conseguenze economiche: Giro condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende; Zonca condannato alle spese processuali e al ristoro come liquidato in dispositivo.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 452-quaterdecies

    Norma applicata per il delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti; la Corte ha ritenuto che il comportamento degli imputati (allestimento di mezzi e attività continuative e organizzate) configurasse il delitto, anche se commesso mediante la sola parte di una condotta complessa

  • D.Lgs. n. 152/2006, art. 256

    Norma che punisce la gestione illecita di rifiuti; la Corte ha confermato le contestazioni per singoli siti (capo E e capi B/C) ritenendo applicabile la responsabilità anche senza rapporto di specialità con il reato più grave

  • D.Lgs. n. 152/2006, art. 183 (definizioni intermediario e gestione rifiuti)

    La Corte interpreta ampiamente la definizione di intermediario senza detenzione come comprensiva di chi mette in contatto produttore e gestore: tale figura è soggetta a obblighi di vigilanza e all'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali (Categoria 8)

  • D.Lgs. n. 152/2006, artt. 178, 188 e principio "chi inquina paga" (rif. art. 174 TCE)

    Riferiti per giustificare il principio di responsabilità condivisa nella gestione dei rifiuti, imponendo obblighi di garanzia e vigilanza a tutti gli attori della filiera

  • D.Lgs. n. 152/2006, artt. 29-nonies e 29-sexies (voltura AIA) e art. 208

    Le norme sull'AIA e sulla voltura sono state valutate insieme alla normativa regionale: la Corte ha ritenuto che la efficacia della voltura fosse condizionata alla prestazione di garanzie finanziarie valide e che, per il caso concreto, la presunta voltura non produceva efficacia alla luce della falsità della fideiussione e delle prescrizioni regionali

  • Codice di procedura penale, art. 606

    Articolo invocato quale criterio per la specificazione dei vizi in cassazione: la Corte ha richiamato l'obbligo di indicare i motivi tassativi previsti dall'art. 606 e ha dichiarato inammissibile il ricorso di Giro per mancata specificazione

  • Codice di procedura penale, art. 539 e art. 651

    Richiamati in tema di statuizione civile generica in sede penale: la condanna generica al risarcimento è ammessa sul solo accertamento del fatto-reato potenzialmente produttivo di danno e non vincola il giudice civile

  • Codice di procedura penale, art. 581 e art. 616

    Citati in relazione all'onere di specificare i motivi e alle conseguenze dell'inammissibilità: la sentenza ha previsto l'onere delle spese e il versamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità ascrivibile a colpa del ricorrente

Massime di principio

  • La figura dell'intermediario senza detenzione comprende anche chi procaccia clienti; questa figura è soggetta a obblighi di vigilanza sul possesso dei titoli autorizzativi degli impianti e, in genere, all'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali (Categoria 8).
  • Il principio della responsabilità condivisa nella gestione dei rifiuti impone che più soggetti nella filiera possano essere penalmente e civilmente responsabili se concorrono al mantenimento di un ciclo illecito.
  • La voltura o il subentro in un'AIA possono richiedere adempimenti e garanzie che condizionano l'efficacia del titolo: la semplice comunicazione di voltura non sempre produce automaticamente un titolo efficace, specie se la normativa regionale impone condizioni integrative o se le garanzie risultano inesistenti o false.
  • In Cassazione i ricorsi devono indicare chiaramente i vizi richiamando l'art. 606 c.p.p.; la genericità e la mera richiesta di rivalutazione di fatti già esaminati in merito comportano inammissibilità.
  • La Corte di legittimità non riconsidera la valutazione di fatto e delle prove già compiuta dal giudice di merito, salvo vizi di motivazione, contraddittorietà o travisamento di atti; le doglienze che chiedono una nuova valutazione probatoria sono precluse.
  • La condanna civile penale di tipo generico ex art. 539 c.p.p. è ammessa con la sola dichiarazione del fatto-reato ed eventuali contestazioni sul nesso causale e l'entità del danno restano di competenza del giudice civile.

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