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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12402/2023 del 09/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

Una società proprietaria di un terreno ha agito per ottenere il rilascio di una porzione di area occupata da un manufatto realizzato dai vicini. I convenuti hanno resistito e proposto in via riconvenzionale, dapprima, l'accertamento dell'usucapione dell'area contesa e, in subordine, l'applicazione dell'accessione invertita ex art. 938 c.c., con pagamento dell'indennità. Il tribunale ha rigettato la domanda principale e accolto la riconvenzionale subordinata; la corte d'appello ha poi accolto solo in parte l'appello principale, disponendo il rilascio di una parte della superficie scoperta ma mantenendo ferma la statuizione sull'accessione invertita e sull'indennità. In Cassazione la società ha dedotto, con un primo motivo, che la buona fede dell'occupante era stata affermata senza prove idonee e tramite presunzioni arbitrarie, con violazione degli artt. 938 c.c. e 115 c.p.c.; con un secondo motivo ha denunciato la violazione dell'art. 938 c.c. perché, pur avendo la motivazione escluso l'accessione invertita sulla porzione scoperta del suolo occupato, il dispositivo non ne aveva ordinato il rilascio integrale, limitandosi a una superficie inferiore a quella individuata nella consulenza tecnica.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo, ritenendo che le censure mirassero in realtà a una rivalutazione del fatto e della motivazione di merito, non consentita in sede di legittimità. Ha invece accolto il secondo motivo, osservando che vi era una non coerenza tra motivazione e dispositivo: la sentenza d'appello aveva affermato che l'accessione invertita non operava sulla superficie scoperta illegittimamente occupata, ma nel dispositivo aveva ordinato il rilascio solo di mq 59,50, omettendo di disporre il rilascio dell'ulteriore area scoperta risultante dalla consulenza tecnica. La sentenza è stata quindi cassata in relazione al motivo accolto e la causa rinviata alla corte d'appello di Roma in diversa composizione per riallineare dispositivo e motivazione, applicando il principio secondo cui l'accessione invertita ex art. 938 c.c. non opera per la parte scoperta dell'area illegittimamente occupata.

Norme richiamate

  • art. 938 c.c.

    La costruzione che sconfina su fondo altrui può dar luogo ad accessione invertita solo nei limiti della porzione occupata dalla costruzione in senso proprio; non opera con riguardo all'area scoperta illegittimamente occupata.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente per contestare l'utilizzo di presunzioni e l'accertamento della buona fede, ma la censura è stata dichiarata inammissibile perché diretta a sollecitare una nuova valutazione del merito.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è ammissibile censurare la motivazione di merito quando la doglianza, pur formalmente prospettata come violazione di legge, mira in sostanza a ottenere una diversa ricostruzione dei fatti e una rivalutazione delle prove.
  • L'accessione invertita ex art. 938 c.c. presuppone la costruzione di un edificio che occupi suolo altrui; la disciplina non si estende automaticamente a tutte le porzioni di area contigua o scoperta occupate senza titolo.
  • Se la motivazione della sentenza esclude l'applicabilità dell'accessione invertita a una parte dell'area occupata, il dispositivo deve coerentemente prevedere il rilascio di tale porzione: il contrasto tra motivazione e dispositivo impone cassazione con rinvio per la loro ricomposizione.
  • L'eventuale buona fede dell'occupante e la reale incertezza del confine costituiscono apprezzamenti di fatto rimessi al giudice di merito e non sono rivedibili in cassazione se sorretti da motivazione non apparente.

Come è indicizzato

MaterieProprietàImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNesso di causalità

Testo integrale

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