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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20321/2024 del 22/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che, dopo opposizione proposta da altro indagato, aveva disposto l'archiviazione per non aver commesso il fatto nei confronti di Volmer Guaitolini e, implicitamente, l'archiviazione per particolare tenuità per gli altri indagati. Il ricorrente contestava: 1) l'erronea applicazione dell'art. 595 c.p. (diffamazione), sostenendo che le espressioni offensive erano rivolte alla persona offesa presente e, quindi, non configuravano diffamazione; 2) vizi di motivazione circa il contributo concorrente del ricorrente al fatto contestato.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che l'ordinanza impugnata va interpretata come archiviazione per particolare tenuità nei confronti degli altri indagati e ha richiamato il principio per cui tali ordinanze sono impugnabili per cassazione. Sul merito, ha accolto il primo motivo nella parte in cui evidenzia che, se l'offeso era presente e poteva interlocuire, l'ipotesi più corretta potrebbe essere ingiuria (ora depenalizzata) e non diffamazione. Non essendo però possibile dalla motivazione del GIP una completa ricostruzione dei fatti, la Corte ha annullato l'ordinanza nei confronti di D'Ausilio e ha rinviato al GIP del Tribunale di Bologna per nuovo esame conformemente ai principi di diritto indicati.

Norme richiamate

  • art. 595 cod. pen. (diffamazione)

    La Corte ha osservato che l'art. 595 non è applicabile se l'offesa è stata rivolta direttamente alla persona offesa presente e questi aveva la possibilità di interlocuzione; in tal caso la fattispecie più coerente può essere l'ingiuria aggravata dalla presenza di più persone.

  • artt. 408 - 411 cod. proc. pen.

    Richiamate in relazione alla procedura di archiviazione: l'art. 411 (e il comma 1-bis) disciplina l'archiviazione per particolare tenuità del fatto e la restituzione degli atti al pubblico ministero. La Corte ha dato rilievo al richiamo a tali norme per dedurre l'intento decisorio del GIP.

  • art. 411, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    La Corte ha ricordato che l'ordinanza di archiviazione per particolare tenuità emessa a seguito di opposizione ha carattere decisorio e può essere impugnata in cassazione per violazione di legge.

  • art. 111 Cost.

    Sul principio che consente il ricorso per cassazione contro provvedimenti decisori che incidono definitivamente su diritti soggettivi quando non esistono altri mezzi di impugnazione (richiamo al settimo comma).

Massime di principio

  • Se le espressioni offensive sono rivolte direttamente a una persona presente che può contraddire, la fattispecie da valutare è l'ingiuria (e non necessariamente la diffamazione): per diffamazione è invece rilevante che l'offeso sia estraneo alla comunicazione e privo della possibilità di replica.
  • L'ordinanza di archiviazione per particolare tenuità del fatto, pur non avendo forma di sentenza, è provvedimento decisorio e può essere impugnata in cassazione per violazione di legge quando incida definitivamente su situazioni giuridiche senza altro rimedio di impugnazione.
  • Il GIP deve motivare chiaramente il dispositivo e le ragioni della decisione (es. specificare se l'archiviazione è stata disposta per particolare tenuità o per mancata sussistenza del fatto); mancanze motivazionali possono portare all'annullamento e al rinvio.
  • In ipotesi di più indagati è necessario che la motivazione indichi il contributo concreto di ciascuno: contestazioni generiche sul concorso nel reato senza puntuale esplicitazione del ruolo possono essere ritenute insufficienti.
  • Quando la ricostruzione fattuale adottata dal giudice non è completa o non consente di definire la corretta qualificazione giuridica del fatto, la cassazione tende ad annullare e rinviare piuttosto che sostituirsi al giudice di merito.

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